So quello che vuoi |
|
| ...perché è ciò che voglio anch'io. | |
|
COMUNICAZIONI[...]
C'è tanta voglia di scrivere, di esprimersi, di manifestare il nostro attaccamento alla vita e queste mie parole ne sono prova. Io sono la prova di tutto questo, voi lo siete, che leggete, noi lo siamo, che viviamo. E' tempo di tornare ragazzi per dimostrare che non ce ne siamo mai andati. Ai vecchi e ai nuovi lettori di queste pagine: se passate da queste parti, non limitatevi alla sola lettura (anche se rappresenterebbe già tanto), ma scrivete, rispondete, non mostrate indifferenza ma siate partecipi. Grazie. INVIA I TUOI ARTICOLI A... gabriele_gravagna@yahoo.it
A tutti...A tutti coloro che leggono questo messaggio e che visitano questo blog.
La pretesa è quella di sapere quali siano i vostri pensieri. In realtà nessuno può sapere esattamente ciò che volete se non siete voi a dirlo, a scriverlo. Lungi da me e da chiunque altro conoscere appieno la natura dei vostri desideri. Sono certo di una cosa: vogliamo tutti vivere in un mondo migliore. Qui nessuno ha superpoteri, nessuno può stabilire il cambiamento della società tramite un semplice schiocco di dita. Qui l'unico potere che conosciamo è la nostra volontà di vivere, il nostro istinto a perseguire il bene comune, a ricercare l'estetica delle cose, a valorizzare l'amore che ci rende vivi. Qui si danno informazioni, pareri, opinioni, si dona e si riceve per crescere individualmente e maturare una coscienza collettiva, in grado di farsi azione. A tutti coloro che stanno leggendo: adoperatevi per vivere in un mondo migliore. Se volete, potete cominciare da qui! Se avete già cominciato...lasciatevi seguire. Buona Vita. La forza dell'informazione.Conflitto in DarfurIl nostro dovere.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società
(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 4) La libertà di sapere...Amo1. La vita
2. Il cinema 3. La musica 4. L'arte 5. L'uomo Odio1. La morte
2. Il cinema "venduto" 3. La musica "venduta" 4. L'arte "venduta" 5. L'uomo "venduto" Visite"So quello che vuoi...perché è ciò che voglio anch'io".Questa è la frase che mi assilla ogni volta che leggo negli occhi della gente.
Camminando per le strade, all'interno di autobus e tram, in qualsiasi luogo e momento capisco di non essere solo. C'è qualcuno che come me urla in silenzio, che come me sogna di giorno un mondo che non esiste e la notte non dorme assilato da quegli incubi che derivano dalle nostre preoccupazioni. C'è qualcuno che, come me, accende la televisione e non vede l'ora di spegnerla. C'è qualcuno che, come me, vorrebbe ricevere informazioni concrete sul mondo, informazioni vere, sincere, obiettive, reali e non "reality". C'è qualcuno che come è stanco di guerre, di false promesse, della povertà, dell'indifferenza, dei razzismi, delle violenze, delle ipocresie. C'è qualcuno che come me ama la vita, la natura, gli altri, l'amicizia, l'amore, l'arte, la musica. C'è qualcuno che, come me, vuole ciò che non ha, perchè è stanco di accontentarsi e pretende una realtà diversa. Credo nella comunicazione, nell'importanza della parola e nel rispetto delle idee altrui. Credo di non essere il solo...credo che anche tu sei d'accordo con me. Te lo leggo nello sguardo. So quello che vuoi...perché è ciò che voglio anch'io. Pellizza da Volpedo - "Il quarto stato". | 19 Dicembre 2007
The Prisonerdi Marco Russo
Dolore. Un dolore che non avrei mai pensato si potesse provare...Una sensazione strana: è come se fossi spinto con forza, ritmicamente, a uscire da un passaggio troppo stretto per me, un' apertura che non è stata concepita per consentire la fuga a me o a qualcuno delle mie dimensioni. In realtà non mi dispiace poi tanto uscire...Troppo caldo lì dentro, si soffoca....Meglio la flebile speranza che l'ignoto mi offre piuttosto che la certezza di un'amara esistenza nella mia calda prigioneovattata. E poi neanche lì dentro posso essere sicuro di sopravvivere, ho visto tanti compagni disciogliersi come burro e scivolare via gemendo...molte volte ho pianto....altre volte ho pregato che fosse uno di loro il prossimo e non io....Adesso la stessa forza che ha portato via coloro a cui più tenevo mi ha preso, ma io non lotto, non oppongo alcuna resistenza...mi lascio trasportare e striscio penosamente a fatica attraverso quell' angusto spazio che ho tanto temuto ma che adesso bramo. Freddo. Un freddo del diavolo. Metto fuori la testa ma non riesco a comprendere il paesaggio a dir poco alieno che mi circonda. Tutto è bianco. Un bianco lucido che mi abbaglia, dopo i mesi di reclusione al buio. L'ambiente che osservo con stupore sembra avere una geometria che definire "improbabile" è riduttivo. Con un ultimo sforzo riesco a uscire ma qualcosa non va. Sto cadendo. Per quelli che mi sembrano istanti interminabili sfreccio a velocità incredibile nel vuoto, dritto verso il fondo di quell'assurdo e gigantesco imbuto. Adesso riesco a vedere chiaramente ciò che mi aspetta alla fine della caduta: una sorta di lago dall'acqua di uno strano colore ambrato....Il terrore si impadronisce di me. Non so nuotare. Non ho mai imparato. Non voglio terminare la mia fuga affogando miseramente... Cerco disperatamente di aggrapparmi alle pareti dell'orrido imbuto ma sono troppo lisce, non ho appigli e lento ma inesorabile scivolo verso la fine lasciando alle mie spalle una strana scia di colore scuro. Il contatto con l'acqua è più piacevole del previsto. E' calda e accogliente e allora mi arrendo e attendo di raggiungere le sue profondità per poi spegnermi...ma non accade. Incredibilmente non affondo....è come se una strana forza mi tenesse a galla senza farmi inabissare. Stupito, rimango qualche attimo a fluttuare in questo mare caldo, dimentico del precedente terrore. Molte domande fanno capolino nella mia testa, ma non voglio pensare a nulla, voglio solo godermi la pace di questo momento....Ed è proprio in questo momento che accade il fatto più terrificante della mia intera esistenza: mentre guardo in su verso il cielo (anch'esso bianco) un'immensa figura aliena appare all' improvviso oscurando la luce... una creatura di dimensioni titaniche fa il suo ingresso nel mio campovisivo...impietrito dall'orrore, rimango immobile a galleggiare in quello strano mare, incapace del minimo movimento.....La creatura mi osserva con uno sguardo che potrei definire solamente come di soddisfazione. Sono confuso. Non riesco neanche a respirare...La creatura allunga un mostruoso tentacolo verso una parete e aziona uno strano meccanismo che in un attimo scatena una fortissima tempesta. Ondate di acqua mi sommergono, creando un vortice che mi attira verso il suo centro. Cerco di stare a galla ma la corrente è troppo forte. La creatura mi guarda adesso con un aria vagamente risentita ma adesso non ho più paura. Ricambio il suo sguardo, la odio con tutto me stesso e cerco di farglielo capire...E appena un attimo prima di essere ingoiato dai gorghi infernali mi rendo conto che anche il mio aguzzino ha capito...mi guarda con rispetto adesso, mentre mi inabisso.....sono stato un degno avversario e perquesta volta ha vinto lui....
15 Dicembre 2007
Un brindisi ad India di Gabriele Gravagna ![]() Amo il sonno, gli porto rispetto e pertanto credo che debba essere fatto bene. Altrimenti, vale la pena svegliarsi, alzarsi. Stare in piedi. E' questo che mi porta a scrivere adesso: mancanza di sonno. Può succedere che la sera prima sei stato a casa di amici, a bere, ridere e mangiare, tutti i piaceri della buona compagnia. Sei ritornato a casa tardi, magari non troppo, perchè domani hai da fare delle cose importanti. Dormirai circa otto ore questa notte. Non è il massimo per te, ma basterà a prepararti ad affrontare la tua prossima giornata. Adesso vai a letto quindi. L'ebbrezza del vino ti aiuta a chiudere gli occhi. In pochissimo tempo hai raggiunto il tuo obiettivo: dormi. Ah che bellezza! Ma c'è qualcosa che non va. Hai sete, devi bere, il sapore del vino ha ceduto il posto al bisogno di acqua. E' sempre stato così, lo sai. Ma la bottiglia non è al tuo fianco, sei costretto a prenderla. Poco importa se è in cucina, il tuo sonno va difeso, recuperato al più presto, occorre fare qualsiasi cosa, pur di ritornare nel tuo angolo di felicità sotto le coperte. Non ci pensi due volte ed ecco le bollicine solleticarti la gola, sorso dopo sorso. Il peggio ora è passato. Che bellezza! Di nuovo a letto. Luce spenta, occhi chiusi. Ritorna il silenzio. Lo senti, è intorno a te. Lo avverti quando in lontananza passa l'espresso delle 07:51, i primi uccelli battono le ali e le serrande del palazzo di fronte si alzano, come ogni giorno, alla stessa ora. Lo ascolti il suono del silenzio e ti accorgi di essere ancora sveglio. Tu ami dormire, ami il sonno, gli porti rispetto e fai tutto per difenderlo. Ma può succedere di perderlo una notte, per caso. Terribile è quando a questa mancanza non trovi una valida alternativa. 02 Maggio 2007
Il dramma di... Giuseppe Lupo! di Giuseppe Lupo
IL DRAMMA DI CLEMENTE REBORA (un percorso attraverso la sua poesia)
Si procede per passi:
1) La povertà dell'essere umano ma... [dal Framm V] Se l'uom tra bara e culla Si perpetua,e le sue croci Son legno di un tronco immortale E le sue tende frale germoglio D'inesausto rigoglio. Questo è cieco destin che si trastulla? Se van dall'universo eterne voci E dagli àtomi ai soli si marita Fra glorie ardenti e tenebrosi falli Una grandezza infinita Che lo spirito intende, Questo è per nulla?
…Queste sono domande, che se non vogliamo chiamare retoriche, presuppongono implicitamente una positività all'interno della domanda, della povertà, della fragilità dell'uomo.
[FRAMM XXVIII] Tu, per le case le patrie la terra, Sei l'urto e l'impronta del ritmo seguito Dai passi che leva e che sferra Tra mete e ritorni Il gigante che va per l'infinito.
Qui l'uomo è un gigante che va per l'infinito, portando un valore dell'essere nell'istante effimero .L'istante effimero <<per le case le patrie la terra>> non è effimero, ma dimostra la sua connessione col tutto <<Il Gigante>>, con la positività che è nella Vita dell'Uomo. E’ la positività rende grande l'uomo che cammina dentro la realtà, in quanto rende grande ogni istante.
2) A questa positività l'uomo collabora.. [FRAMM VI] Oh per l'umano divenir possente Certezza ineluttabile del vero, Ordisci, ordisci de' tuoi fili il panno Che saldamente nel tessuto è storia E nel disegno eternamente è Dio: Ma così, cieco e ignavo, Tra morte e morte vil ritmo fuggente, Anch'io t'avrò fatto; anch'io.
Io, dunque, partecipo come una nota <<vil ritmo fuggente>>, nonostante la mia meschinità, la piccolezza dell'io <<tra morte e morte>> .
3) A questa positività l'uomo Vuole collaborare!
sebbene sia una lotta: [ FRAMM V] Ma come dal fermaglio della scotta Più veemente vela al vento fugge, Vorrei così che l'anima spaziasse Dall'urto incatenato del cimento.
Vuole collaborare sebbene l'uomo viva nella mobilità di pensieri e sentimenti che però continuamente ritornano al punto dolente, all'intuizione emersa.
La cima del frassino approva, disapprova, con lenta riprova la vicenda del vento; e in fine sempre afferma il tendere massimo al cielo: richiama così la vetta dell'anima che si accosta o si scosta nel transito del tempo verso un vertice eterno;
4) Come collaborare? Come vivere? In Attesa (da tensione) del vero; alla ricerca!
Gira la tròttola viva Sotto la sferza, mercè la sferza; Lasciata a sè giace priva, Stretta alla terra, odiando la terra;
Fin che giace guarda il suolo; Ogni cosa è ferma, E invidia il moto, insidia l'ignoto; Ma se poggia a un punto solo Mentre va s'impernia, E scorge intorno, vede d'intorno;
Il cerchio massimo è in alto Se erige il capo, se regge il corpo; Nell'aria tersa è in risalto Se leva il corpo, se eleva il capo; [..] Così la trottola aspira Dentro l'amore, verso l'eterno.
Se c'è un "punto d'appoggio" la Ricerca si può realizzare! Così s'arriva alla più bella:
Dall'immagine tesa Vigilo l'istante Con imminenza di attesa - E non aspetto nessuno: Nell'ombra accesa spio il campanello Che impercettibile spande Un polline di suono - E non aspetto nessuno: Fra quattro mura Stupefatte di spazio Più che un deserto Non aspetto nessuno: Ma deve venire, Verrà, se resisto A sbocciare non visto, Verrà d'improvviso, Quando meno l'avverto: Verrà quasi perdono Di quanto fa morire, Verrà a farmi certo Del suo e mio tesoro, Verrà come ristoro Delle mie e sue pene, Verrà, forse già viene Il suo bisbiglio. 17 Aprile 2007
Non è un caso, è una vita! di Giuseppe Lupo
![]() Non è un caso che ci ritroviamo,ci rileggiamo e vogliamo ricominciar a muoverci. Il silenzio tra il 6 Febbraio 2006 e oggi non è passato invano. Ciascun percorrendo il suo cammino, ciascuno accanto al suo vicino. Tutti noi un anno di esperienze in più, un anno di notizie in più, un anno di conoscenza in più! Motivi per il rarefarsi delle parole ne ho cercati e rincorsi; alla fine son arrivat ad una conclusione: ci siamo appiattiti alla paura, della corruzione dei politici, della disonestà, della cattiva volontà.Insomma al marcio che ci circonda! NON VOGLIO NEGARE UNA VIRGOLA DI TUTTO QUESTO, MA VOGLIO RICONOSCERE UNA COSA: questo blog l'ho sempre visto come una VOGLIA D'INDAGARE A FONDO le cose che ci accadono a fianco e riconoscerne il significato, anche in mezzo allo sporco più difficile da lavare. In questo senso vedo utile per me e per tutti questo blog; in questo senso voglio ricominciare a muovermi! E tu, che vuoi da questo blog? cosa t'aspetti o t'aspettavi? perchè secondo te val la pena di farlo rinascere? perchè second te abbiam mollato la presa? 15 Aprile 2007
E' tempo di tornare. di Gabriele Gravagna
![]()
Circa un anno e mezzo fa era stato il caso a portarmi qui, su giovani.it, spinto da semplice curiosità, ed è ancora il caso a farmi tornare dopo una lunga assenza.
Ero affascinato dall'idea di poter gestire una mia pagina su internet per poter comunicare agli altri pensieri, sogni, paure. Allo stesso modo ero desideroso di conoscere le visioni personali degli altri, altri giovani che come me si ritrovavano con un potente strumento sotto le dita, impazienti di sfruttarlo appieno. In questo modo nasce l'idea di soquellochevuoi, uno spazio libero, indipendente, sincero, semplice, vero, una comunità di piccoli uomini con tante cose da dire e molte di più da voler ascoltare. Io, Giuseppe, Ivan, Totò, Massimiliano, Marco, Giampiero e qualcun altro che adesso sfugge al mio istinto, abbiamo contribuito, attraverso l'innaturale gesto della scrittura, a rendere diverso questo nostro pazzo mondo, convinti che con la forza delle idee si potesse vivere in modo migliore.
Poi, però, qualcosa è andato storto. Il gruppo cominciava a non sentirsi tale, a non capire in quale direzione si stesse muovendo, si stava perdendo la fiducia in qualcosa mai del tutto chiaro. Erano i giorni dei primi esami universitari ed è stato fin troppo facile per noi allentare la presa per tornare a nascondersi nella quotidineità.
La fiamma si era spenta troppo in fretta e nessuno aveva intenzione di riaccenderla.
Perchè. Perchè? Me lo sarò chiesto mille volte. Con Peppe se n'è pure parlato e qualcosa è saltato fuori. Cosa non ha funzionato? Forse troppe pretese, troppe intenzioni rimaste propositi, troppe parole e pochi fatti? Chissà...resta il fatto che soquellochevuoi ha smesso di vivere, ma non per questo può dirsi morto.
E non lo dico per via del contatore, che con piacere noto continua a crescere in cifra, nè vi sono nuovi commenti a confermarlo.
No. Se soquellochevuoi oggi non è morto è perchè noi non lo siamo e abbiamo tutto il diritto di continuare a sognare.
C'è tanta voglia di scrivere, di esprimersi, di manifestare il nostro attaccamento alla vita e queste mie parole ne sono prova. Io sono la prova di tutto questo, voi lo siete, che leggete, noi lo siamo, che viviamo. E' tempo di tornare ragazzi per dimostrare che non ce ne siamo mai andati.
Ai vecchi e ai nuovi lettori di queste pagine: se passate da queste parti, non limitatevi alla sola lettura (anche se rappresenterebbe già tanto), ma scrivete, rispondete, non mostrate indifferenza ma siate partecipi.
Grazie.
06 Febbraio 2006
E' guerra...di Gabriele Gravagna.
Ragazzi, riporto per intero un articolo tratto da Beppegrillo.it. Ritengo sia utile prendere coscienza della minaccia che rischia di tagliare le gambe a quello che si vanta d'essere il più democratico dei media: internet. Sinora la nostra stessa azione avviene perchè il buon odiato capitalismo permette a noi tutti di avere un computer a casa e un collegamento Internet. Scriviamo, pensiamo, dichiariamo apertamente la nostra volontà di vivere la democrazia. Probabimente siamo dei poveri illusi, ma nessuno può negare che qui, su Ideocrazia, non si respiri aria di libertà: liberi tutti di essere liberi, laddove la felicità soggetiva trovi spazia nel collettivismo. Il blog sta dando spazio alla nostra voglia di comunicare. PER LEGGERE INTERAMENTE L'ARTICOLO VAI SU Ideocrazia. 03 Febbraio 2006
IDEOCRAZIA!!!Ragazzi, la comunicazione continua su Ideocrazia. Basta iscriversi per partecipare ai forum che potete proporre voi stessi. soquellochevuoi continuerà a pubblicare articoli...ma la vera vita sarà lì!!!
![]() 02 Febbraio 2006
Ancora manifesti? No, grazie!di Tiziano Garulli
![]() Roma, stazione Termini. Realtà che non fanno ridere, di cui non è possibile ridere, perchè tangibili, manifeste, minacciose. Negli ambienti principali della stazione sono comparsi prepotenti dei cartelloni propagandistici, delle dimensioni 3x5m circa, sospesi come bandiere di regime. Stampato su di essi un volto tristemente noto, ormai da anni. Ed ecco che il sorriso plastico del padrone di questa azienda italia invade e conquista Termini, stazione ferroviaria e antico porto franco, un luogo dove confluiscono e s'intersecano milioni di storie di uomini e donne e bambini provenienti da ogni parte del mondo. Ma non è questo il fatto di cui allarmarsi. Siamo abituati a ben altre forme di indottrinamento. Invece, per quanto mi riguarda, ciò a cui non sono abituato (e forse mai lo sarò) è leggere su giganteschi cartelloni, alla stazione Termini, frasi come: "Immigrati clandestini a volontà? No Grazie". E mi chiedo se esistono limiti alla stupidità umana e all'ignoranza. A quanto sembra, essi vanno cercati ai bordi dell'infinito. Allora mi ritrovo a riflettere su alcuni punti. Del primo ho appena parlato e ruota intorno alla constatazione di come possa essere desolante una tale esibizione di malcostume e di sciocca arroganza. In secondo luogo, come si può fare demagogia spicciola su un fenomeno qual è l'immigrazione, avanzando "soluzioni" belle e pronte, confezionate in un NO secco e aggressivo? Come è possibile liquidare in modo così semplicistico le problematiche legate all'immigrazione (che non è la fonte dei problemi, semmai è il prodotto di problemi, questi sì gravi, interni alla nostra società)? Berlusconi e co. credono davvero di risolvere la faccenda senza neanche far finta di affrontarla in modo critico, responsabile e serio, senza ascoltare le ragioni dei diretti interessati, dei cittadini stranieri che rivendicano il diritto di vivere dignitosamente e in pace? Poi, quella frase rivela un atteggiamento di chiusa ostilità nei confronti dell'altro e, più in particolare, del clandestino (dove la clandestinità è una condizione frutto della politica che l'italia porta avanti, e non è scelta dall'immigrato, che anzi ne vorrebbe uscire). Frasi come quella mortificano l'immigrato. Un ragazzo romeno è quasi arrivato a scusarsi con me perchè convinto di danneggiarmi: lui in quanto clandestino che mi toglie il lavoro, io in quanto cittadino italiano che se lo vede togliere. C'è voluto un pò per fargli capire che le cose non stanno così, checchè ne dicano i leghisti e i media. Frasi come quella mortificano l'intelligenza di tutti. Quando un cittadino straniero si sente un peso e un problema per i cittadini del paese ospitante, allora non si ha torto nel parlare di razzismo compiuto nei suoi confronti, perchè egli viene annientato psicologicamente. Ciò che accade oggi nella stazione Termini, e non solo, è molto grave e pericoloso; ecco perchè sento il bisogno di parlarne. Infine ci sarebbe la questione della parcondicio, ma qui meglio non metter bocca. Non si sa mai. 27 Gennaio 2006
Non so se...di Gabriele Gravagna.
![]() Ciao a tutti ragazzi! Come state? Come vi vanno le cose? Come provate a difendervi da tutto il male sociale che ci circonda? Lo so, probabilmente passerete le giornate a studiare, a scoppiare sopra i libri preparando il sofferto esame del momento. Ma su, coraggio, non buttatevi giù...c'è così tanto da fare!!! Trovatevi uno svago, cercate di occupare il tempo come potete...magari rendendovi utili!!! Sapete, ci ho pensato tanto (non sarà mai abbastanza) e credo di avere capito una cosa: non c'è un modo di fare le cose...bisogna farle e basta! All'inizio pensai: "Bene, voglio salvare il mondo!". Poi pensai "Bene, voglio vivere la democrazia". Si, ma c'era sempre insoddisfazione, nonostante qualcosa avessi razzolato, la mia felicità aveva necessità di essere alimentata con qualcosa di più immediato e diretto. "Oh, ma voglio cambiare lo stato delle cose...che aspetto a farlo?". Bene, scoperta della carta igienica, sempre più utile della più nota vetrata. "Allora lo faccio!" Ritengo che gli anni in cui ci troviamo a vivere sono davvero molto strani, contraddittori, tristi. C'è un progressivo ribaltamento dei valori, delle consuetudini, delle abitudini. Siamo travolti da scandali continui, martoriati da una politica fin troppo presente per essere assente, destinati a lavorare per sopravvivere, altrimenti, perire nella morsa di un precariato che, qualsiasi cosa ne dica il Presidente del Consiglio, sta facendo spopolare questo Paese, sempre più terra di emigrati. Che futuro abbiamo noi poveri italiani, vittime di noi poveri italiani? "Allora lo faccio!". Non so se sia pazzia la mia, che mi porta a scrivere così, senza un'apparente logica (ma c'è sempre un motivo...Celentano docet!), muovendo le dita come fosse una tastiera sotto i miei polpastrelli...in realtà si tratta solo di una tastiera! Allora lo faccio!!! La rivoluzione consiste nel non buttare la carta per terra, nel farla raccogliere a chi la butta, nello spiegare perchè non va buttata...NEL GRIDARE CHE LA CARTA A TERRA NON SI BUTTA!!!Oh!!!NEL DIRLO E NON FARLO!!!Oh!!! Non so se...ma se...!!! Allora si vedrà!!! 23 Gennaio 2006
Rivoluzione. Si, ma chi è il nemico?di Giampaolo Meli.
![]() La Rivoluzione. Sin dalla fine del ‘700 l’idea di rivoluzione ha dato speranza alle classi oppresse europee, che con essa hanno voluto rivendicare i propri diritti e vendicare i soprusi subiti. Così tutto l’800 e parte del ‘900 hanno visto Rivoluzioni, ribellioni, moti, rivolte un po’ in tutto il mondo, mai una, però, che sia riuscita… Nonostante ciò non sono contrario alla Rivoluzione, ci dobbiamo far sentire, e se questo è l’unico modo, cazzo, ben venga. Purtroppo però si tratta di un’impresa impossibile. Ecco perché. Per fare una Rivoluzione bisogna capire contro chi lottare, chi è il potente da abbattere? Qual è la classe politica da rovesciare? Attualmente in Italia lo scontro politico (se di scontro si può parlare) vede contrapposti due schieramenti: il centro-destra e il centro-sinistra; rappresentati rispettivamente da Berlusconi e Prodi, gli unici due che contano veramente (tutti gli altri, D’Alema e Fassino compresi, sono delle marionette nelle mani di Berlusconi). Chi sono davvero questi due? Di Berlusconi ci fornisce una più che esauriente biografia il Divino Marchese Priulla nel suo blog. Cito un passaggio essenziale: Il 13 maggio 2001 vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà e torna alla presidenza del Consiglio, attuando una serie di provvedimenti per proteggere i suoi interessi personali e salvaguardarsi dalla giustizia, demolendo sotto ogni profilo lo stato italiano e attuando parte dell’eversivo “Piano di Rinascita Democratica” della P2 di Licio Gelli. In queste righe è spiegata perfettamente la politica di Berlusconi, ma la cosa più preoccupante è il riferimento al “Piano di Rinascita Democratica” di Gelli. Tale programma prevedeva infatti infiltrazioni della loggia massonica P2 in tutte le istituzioni italiane, nei mezzi di comunicazione e soprattutto in politica, per l’istaurazione di un regime meritocratico, conservatore e anti-comunista. E di fatto il burattinaio-Gelli, per tutto il tempo in cui fu a capo della P2 mosse i fili di tutto ciò che succedeva in Italia. Nell’81 la P2 venne ufficialmente sciolta dal Parlamento ma, coma è evidente, essa non morì mai. Provate a fare un confronto tra il P.R.D. (potete trovarlo sul sito disinformazione.it inserendo nel motore di ricerca “licio gelli”) e l’attuale situazione politica italiana. E’ inquietante. Per farvi un esempio: Gelli prevedeva l’esistenza di due soli partiti, uno di centro-destra e uno di centro-sinistra che non avessero nessuna sostanziale differenza dal punto di vista pratico, ma che servissero a raccogliere tutti i consensi dell’una e dell’altra parte. Addirittura Gelli in un’intervista a Repubblica del 28 Settembre 2003 dice: "Guardo il Paese, leggo i giornali e dico: avevo già scritto tutto trent'anni fa". In pratica rivendica il copyright. In sintesi, tornando a Lui, Berlusconi attua del piano della P2 cercando nel frattempo di arricchirsi il più possibile. E se vi dicessi che Berlusconi, rispetto a Prodi, è il male minore? Cercherò di spiegare perché. Se Prodi dovesse vincere le elezioni il sistema economico italiano si troverebbe totalmente in balìa delle lobbies bancarie internazionali. Il professore infatti oltre ad essere stato l’artefice di illustri privatizzazioni durante il periodo di presidenza dell’IRI (telecom, enel, ecc…), ha anche operato per la vendita all’estero di molte aziende italiane (fiat, buitoni, invernizzi, ecc…). Potrebbe essere una spiegazione il fatto che Prodi è consulente per la Goldman Sachs, cioè stipendiato da una delle più potenti banche del mondo.quindi deve seguire le direttive della banca americana. E chi dà a Prodi queste direttive? Il vicedirettore della Goldman Sachs per l’Europa, Mario Draghi. Nome già sentito? In effetti in questi ultimi giorni se ne è parlato molto perché è il nuovo governatore della Banca d’Italia. Alla faccia del conflitto d’interessi: il vicedirettore di una potentissima banca americana è anche direttore della Banca d’Italia! Tuttavia Draghi non deve rendere conto solo alla Goldman Sachs, è anche membro del gruppo Bielderberg. Mai sentito? Certo, per la regola secondo cui chi detiene il vero potere non viene mai allo scoperto. Il gruppo Bielderberg potrebbe essere considerato come una potentissima loggia massonica internazionale, divisa su due livelli gerarchici. Al livello più basso, il cosiddetto cerchio esterno, coloro che comandano nei singoli stati: presidenti di multinazionali, ministri, banchieri, deputati, industriali; al livello più alto,il cerchio interno, coloro che gestiscono davvero l’intera economia mondiale, cioè i membri delle più ricche e potenti famiglie americane ed europee: Rockfeller, Rothshild, Kennedy, Onassis, ed altre. Tornando nel nostro piccolo, cioè in Italia, possiamo dire che viviamo in un paese in vendita? Possiamo dire che chiunque vinca saremo rovinati? E allora, se c’è da fare una rivoluzione, contro chi si deve lottare? E soprattutto: per chi cazzo dobbiamo votare? 16 Gennaio 2006
Voglio la rivoluzione!di Gabriele Gravagna.
![]() Voglio la rivoluzione! Oddio che considerazione, forse inaspettata da parte di un “democratico”. Ma non ho mai detto che fossi contrario a una tale decisione. Quando ho dato vita a soquellochevuoi, stupidamente, da illuso, credevo che nell’arco di poco tempo avrei trovato molte adesioni. Così come scrissi nel primissimo articolo del blog, ero sicuro che negli occhi della gente ci fosse una grande volontà di alzare la voce e manifestare la propria rabbia contro questo mondo sempre più assurdo. Pensavo di raccogliere tutti gli “stufi” d’Italia per dare vita a una grande organizzazione di cittadini. Chi mi conosce bene lo sa, sono un sognatore per natura, uno che si esalta facilmente davanti alle cose che reputa belle, uno che salverebbe il mondo in un solo giorno fiducioso nella sola forza dei propri giusti propositi. Bene, non è così semplice. Mi sbagliavo. Ma evidentemente sto crescendo. Tutta la gente che avevo considerato non c’è, tutta la rabbia che pensavo saltasse fuori non c’è, tutta la partecipazione che ritenevo possibile non c’è. Strano, eppure ho sparso la voce, ho cercato di coinvolgere i miei colleghi qui a Roma, qualche amico mi ha pure scritto e-mail del tipo “siamo con te, vedrò di partecipare”, sono stato insistente, forse troppo a volte. Ma allora può darsi che sono un povero illuso? Già, potrei essere un folle ragazzino con chissà quali pensieri. Lo sapete, c’è chi ha definito tutto questo una “cagata”, probabilmente chissà cosa mi sono messo in testa!. Sapete cosa vi dico? Non mi interessa cosa pensa la gente sulla scelta di questo blog: chi mi ama mi segue, direbbe qualcuno. Non accetto da parte di un codardo alcuna critica. Libero lui di esprimere il suo parere; libero io di dirgli che per lo meno io questa “cagata” l’ho fatta e ho intenzione di farne ancora tanta. Non credo sia possibile una rivoluzione stile ’68 oggi: ci sono i problemi, anche molti di più di un tempo. Quello che manca è lo spirito di quegli anni: checché se ne dica, il Sessantotto ha agito sulla storia, ha fatto la sua parte…siamo noi che non stiamo rispettando l’impegno dato dai nostri genitori. E’ in noi che hanno riposto le speranze i figli dei fiori...e noi li stiamo deludendo parecchio. Voglio la rivoluzione…ma ho bisogno di sapere quanti la desiderano davvero. Ho bisogno di sapere se ci sono modi alternativi per cambiare le cose. Ho bisogno di sapere che ciò di cui mi lamento riguardi qualcun’ altro, con certezza. Ho bisogno di sapere che la gente sia disposta a sognare anche di giorno, perché solo la notte non basta a cambiare la vita. Crediamo nella Democrazia. Crediamo in Noi Ragazzi, nelle nostre idee, nelle nostre energie. Se siamo incazzati, prima ne parliamo…poi agiamo. L’unione fa la forza…Italia forza (chi vuole, rida)! Io oggi ho voi, le vostre parole…soquellochevuoi è questo, una grande voce che chiama gli uomini a essere fedeli alla propria vita, ad essere disposti a fare di tutto per lei. E che cavolo…e facciamola sta cagata! Però facciamola bene! 12 Gennaio 2006
Il sistema politico italiano: vera democrazia?di Ivan Lupo.
![]() Di sicuro Todaro non è il solo a non avere fiducia in coloro che governano il nostro paese. Da anni, forse da sempre, la classe politica italiana non rappresenta affatto gli interessi del popolo e della maggioranza del paese, ma porta avanti il gioco dei ricchi imprenditori e degli uomini di potere. Berlusconi è l'icona di tutto ciò: un imprenditore dal passato per niente limpido (vedi articolo nel blog del divino marchese)che dopo tangentopoli scende in campo personalmente per salvaguardare i suoi interessi e quelli dei suoi amici. Ma il nostro amato cavaliere è solo l'estremizzazione di ciò che si è sempre fatto nel nostro paese. La cosa più grave è che se Berlusconi porta avanti gli interessi della sua classe sociale, il centro sinistra non porta certo avanti gli interessi del popolo, bensì salvaguarda e aiuta gli avversari economici, e non politici, di Berlusconi e co. (es. famiglia Agnelli e affini). Oggi non possiamo dire di essere in una vera democrazia proprio per questo: nello scenario delle elezioni si scorgono due schieramenti che portano entrambi avanti una politica di liberalizzazione economica e di privatizzazione dei servizi pubblici e statali: le uniche differenze che riesco a scorgere sono: • nelle decisioni sui diritti civili e le libertà individuali (es. aborto, matrimoni gay,etc...), anche se le differenze diventano infime se si considerano le pressioni di Margherita e Mastella all'interno dell'Unione; • e nella politica estera, sebbene la politica Italiana resta comunque una politica imperialista come dimostrano la guerra in Kosovo(iniziata sotto un governo di "sinistra"), e quelle in Afghanistan e Iraq(sotto governo di destra), e sebbene l'Italia resterà comunque soggiogata dall'influenza U.S.A. che mai è mancata nel nostro paese dal secondo dopo guerra[vedi anni di piombo: quando il P.C.I. prendeva il 33% dei voti ma non andava al governo...ma questa è un'altra storia]. Per rifarmi agli articoli precedenti, dunque, noi siamo davvero liberi: siamo LIBERI di scegliere tra due schieramenti che si dicono opposti e si insultano a vicenda solo per cercare di accaparrare più voti per sè, LIBERI di votare per delle persone che comunque vada favoriranno la casta di industriali, LIBERI insomma di essere sempre più sfruttati. Coloro che stanno in parlamento (per dirla alla Beppe Grillo i nostri "dipendenti"), cercano solo di mantenere il potere e di tenersi stretti i privilegi che ne derivano: ne sono esempi lapalissiani: • la bocciatura all'unanimità sull'emendamento alla legge elettorale per le quote rosa(in seguito al quale molti deputati e senatori avrebbero perso la poltrona); • il coinvolgimento di parlamentari di entrambi i lati in vicissitudini extra-politiche, bancarie, mafiose, finanziarie, etc... dalle quali possono salvarsi solo grazie alla immunità, ai privilegi sulle intercettazioni, o alle leggi ad personam; • i tentativi di tutti e due gli schieramenti di scoraggiare i movimenti giovanili, no global, o comunque i movimenti al di fuori dei giochi e degli interessi dei partiti (che come diceva Berlinguer non sono più espressione delle rispettive basi ma si preoccupano soltanto di occupare quante più basi di potere possibile)attraverso le azioni violente dei celerini (che resta una loro vcchia tradizione), e di screditarli agli occhi dell'opinione pubblica tacciando di violenza interi movimenti pacifici perchè alcuni individui (molto spesso infiltrati da parte di polizia o affini)si dimostrano protagonisti di atti vandalici. Non ci si deve quindi stranizzare se il 35 % degli aventi diritto al voto decide di non partecipare a questa democrazia, questo sistema non è un sistema democratico, ma è solo un "gioco" di potere, e la diretta conseguenza è trovare dei leader che riescano a prendere attraverso le loro belle facce più voti possibili: nulla importa se un democristiano sia leader di una formazione di "sinistra", o un liberale sia leader di uno schieramento che racchiude fascisti, leghisti e democristiani: l'importante è tenere il potere e tenere a caldo il proprio sedere. Dunque undici anni dopo ci si ritrova davanti a una scelta che non permette di scegliere, una "scelta" tra due buffoni che si contendono il ruolo di giullare di corte, ma che comunque non andranno mai a toccare gli sfruttatori e gli imprenditori ma, semmai li aiuteranno a sfruttare e a far fruttare le loro imprese. Quali devono essere le conseguanze logiche di questo discorso? Non lo so di preciso, ma credo che le alternative siano due: astenersi(e dunque andare ad accrescere quel pauroso 35%), o votare per il "meno peggio"(quale esso sia decidetelo in base ai vostri personali convincimenti). 07 Gennaio 2006
Crediamo davvero a questi qui?di Salvatore Todaro.
![]() Reduce da panettoni, carte, feste e canzoni natalizie, mi sono accorto che è iniziato il 2006 e che tra qualche mese c’è l’Evento dell’Anno: Elezioni Politiche. M’immagino già Bruno Vespa tutto emozionato, Emilio Fede tutto eccitato, l’Unità e i suoi titoloni...quasi mi entusiasmo a questo pensiero...poi penso a chi si candida: Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Mi faccio due conti e mi viene in mente che nel 1996 si candidarono questi due uomini...sono passate due legislature, sono passate quattro governi di sinistra, sono passate due Torri Gemelle, sono passate due guerre...ma questi due uomini non sono ancora passati di moda. Sto pensando a come la situazione potrebbe risolvere: e scopro che i DS una volta si chiamavano Partito Comunista, che l’UDC una volta si chiamava Democrazia Cristiana, che Alleanza Nazionale una volta si chiamava Movimento Sociale Italiano, che una volta si chiamava Partito Fascista...mi chiedo se gli italiani il 9 Aprile a queste cose ci penseranno. Mi accorgo che Forza Italia (aldilà di leghe e partitini) è l’unico partito moderno, però il suo capo è Berlusconi e, non essendo un politico ma un imprenditore vincente, è naturalmente sottoposto a tutte le naturali invidie e le calunnie del caso (la soluzione sarebbe candidare alle politiche “un” Formigoni, ma l’ipotesi non passa per la mente a nessun azzurro). L’altro capo della situazione, Romano Prodi, è uno che con la Democrazia Cristiana ha fatto il Presidente dell’IRI, con la Sinistra ha fatto appena un quarto di legislatura e in Commissione Europea passava il tempo a dire che “l’Italia è sull’orlo del baratro” e “l’Italia non rispetta il Patto di Stabilità” (quando nel calcio si sfidano due Nazionali, l’arbitro è scelto di una nazionalità terza per non dare vantaggio a nessuna delle due squadre, ma Prodi avrebbe potuto rappresentare la più clamorosa, e antipatriottica, delle eccezioni). In tutto questo, l’attuale Presidente della Camera freme dalla voglia di far rinascere il fronte democristiano, mentre gli attuali vertici di centro-sinistra (aldilà di Mastella democristiano convinto) sono un po’ in confusione: nel loro passato, sposando l’ideologia del PCI, pensavano che il modello sovietico fosse un esempio da seguire, ma il crollo del Muro di Berlino li ha smentiti (alcuni di questi, “coerentemente” hanno scritto su un logo che quel muro vogliono “rifondarlo”; nel loro futuro, intravedono le ipotesi di Partito Democratico (ma stento a trovare l’homo novus in grado di esserne il leader); nel loro presente, si autosmentiscono preferendo gite in sontuosi yacht o telefonate con Consorte (a meno che Fassino volesse “portare tutto a casa” per poi aiutare Telethon o l’Unicef). La politica italiana, oggi come ieri, mette tutto questo “dietro le quinte” e spara a noi cittadini la solita storia: Fazio e Berlusconi sono gli unici ladri del mondo, tutti gli altri vogliono aiutare l’Africa, Prodi risolverà ogni problema e il Partito Democratico creerà le condizioni per la stabilità dei nostri figli. Io, amici di soquellochevuoi, a questa politica stento a crederci... non so come voi commenterete quest’articolo, ma mi piacerebbe sapere che anche voi non vi fate abbindolare dalle chiacchiere, non credete a tutte le accuse che i politici si rivolgono a vicenda e pensiate a ciò che, stando dietro le quinte, non ci viene proposto, ma dobbiamo carpirlo da soli. Non mi stancherò mai di ripetere che ognuno di noi è padrone di se stesso e che, aldilà dei dati dell’Unità o del Giornale, la cosa certa è che vivere in Italia è molto meglio che vivere in altri Paesi purtroppo più sfortunati di noi. P.S. La mia professoressa, al Liceo, ci spiegò una volta che “le leggi sull’aumento degli stipendi ai parlamentari passano sempre a larghissima maggioranza”. 04 Gennaio 2006
E' stato un buon inizio 2!di Gabriele Gravagna.
![]() Secondo incontro per noi "democratici" di soquellochevuoi. Se l'inizio è stato promettente, questa nuova occasione di scambio conferma ogni rosea aspettativa: nuovi volti si aggiungono ai "vecchi", si accendono le opinioni e tutto procede verso una forma nuova, completa e ricca. Il nuovo blog è in fase di costruzione. Il progetto esiste...adesso si ricercano i muratori! Abbiamo bisogno di un vero esperto di Internet, qualcuno che assicuri al blog l'interfaccia grafica con la quale presentarsi. Gli argomenti ci sono. La voglia di fare non manca. Già si scrivono i nuovi articoli. Ci sarà un nuovo incontro giorno 07/01/06, sempre nel nostro amato parcheggio, alle ore 16.00 . Che dire! Tutto va ergendosi. A piccoli passi ci facciamo largo negli ampi spazi della convivenza civile. Stiamo lavorando per noi!!! 27 Dicembre 2005
E' stato un buon inizio!di Giuseppe Lupo.
Ciao, sto scrivendovi: voi che siete accomunati dal fatto che non siete potuti venire all'incontro dei "bloggers" di soquellochevuoi... Sono felicissimo, perchè è stato un buon inizio, è stato un incontro soffice come una nuvola. Che vuol dire? Bene, è stato soffice ed importante, soffice perchè eravamo una quindicina(quindi non tantissimi), e importante perchè era il primo, in cui si doveva spiegare il perchè noi tutti eravamo riuniti in quel posto in quell'istante (era un parcheggio!! semplice ma essenziale:il parcheggio!). E' stato bello veder fermentare a poco a poco le voci, che si sono scontrate, che si sono fuse in piccoli coretti, che come le onde del mare, hanno trovato una riva comune su cui distendersi. Si è parlato tanto, anche se non ancora abbastanza, si è trattato delle basi da cui partire per fondare questo spazio libero su cui poter esercitare la propria Democrazia; ma ,ancora si è parlato di Democrazia, cos'è per noi la Democrazia:quel sistema che non è possibile realizzare se non con una piena partecipazione responsabile (morale-etica) dei cittadini... si è consigliato anche un libercolo da cui poter attingere a piene mani idee e ideali di democrazia, il libro si chiama "Imparare la democrazia"di Gustavo Zagrebelsky , è uscito poco tempo fa con la Repubblica, e ci stiamo facendo delle copie per poter approfondire il nostro concetto di Democrazia! Abbiamo cercato di organizzare meglio il sito, magari con una nuova home page gestita da più persone, in contatto tramite un gruppo msn; o c'è chi ha avanzato l'idea di fondare una micronazione virtuale. In più si è cercato di trovare un modo per rendere costante l'impegno blog, magari utilizzando un sistema di rotazione nello scrivere articoli, rendendo ben saldo in questo modo, lo zoccolo duro del blog. Tutte queste proposte abbiamo avanzato, in più l'idea di continuare a condividere le idee con tutti coloro che ci stanno aiutando a crescere, e con coloro che lo faranno.. Ci siamo lasciati con la data di un nuovo incontro: il 2 Gennaio alle h 16. Dove? In piazza Caprini, che trovi nel link qui accanto, tuttocittà. Sperando di potervi incontrare in tale data vi auguro un BUON CAPODANNO! 26 Dicembre 2005
27/12/2005Comunico ufficialmente la data e il luogo dell'incontro promosso da soquellochevuoi, rivolto a tutti gli interessati: 27 dicembre, ore 16:00, P.zza Paulsen - Palermo.
Discuteremo sul futuro del blog e le sue potenzialità effettive. Per tutti coloro che non potranno essere presenti, comunicheremo in seguito le nuove direttive. Un augurio di buone feste per tutti. Che il nuovo anno porti fortuna a tutti coloro che sanno cosa vogliono...e sperano di ottenerlo. A presto. 19 Dicembre 2005
A presto.La settimana che ci lasciamo alle spalle ha celebrato il tema della libertà, suscitando più o meno interesse. Ammetto che mi aspettavo di più da questo argomento, pensavo di leggere molti commenti...ma non mi lamento, sono sicuro che coloro che hanno attinto dagli articoli scritti, pur se pochi, avranno colto quanto di più utile per farsi un'idea a riguardo. Approfitto di questo spazio per fare una comunicazione piuttosto importante per la vita del blog. Fra pochi giorni abbraccierò nuovamente la mia città natale e, lasciatemelo dire, la cosa mi rende estremamente felice. Ritroverò amici e parenti, luoghi e odori, immagini di un mondo che, da due mesetti a questa parte, mi manca davvero tanto. Ma, aldilà dei miei sentimenti personali, il mio ritorno a Palermo sarà fondamentale, in quanto ho intenzione di incontrare tutti coloro che hanno partecipato, sinora, alla realizzazione del blog, per stabilire una nuova linea d'azione che possa rendere soquellochevuoi una realtà più concreta e presente. Stabiliremo un giorno per incontrarci personalmente, per dare una voce ai nostri pensieri e delle orecchie pronte ad ascoltare. Insieme sceglieremo di intraprendere un cammino diretto verso la democrazia, così per come la intendiamo, la pensiamo, la viviamo. Poichè il gruppo di Palermo è quello più partecipe, come è naturale data la miaprovenienza, cercheremo di coordinare le nostre riflessioni per dare un'immagine più "concreta" della nostra concezione del mondo. L'unione fa la forza, e di questa c'è bisogno per presentarci agli occhi del maggior numero di gente possibile. Ringrazio tutti quelli che hanno commentato gli articoli del blog, coloro che anche soltanto leggono ciò che scriviamo, con la speranza che le nostre parole possano esser loro utili nella vita di ogni giorno. Ho aperto questa homepage con il desiderio vivo di far convergere le riflessioni della gente in unico grande pensiero, al fine di innalzare la voce del mondo per manifestre i suoi motivi di gioia e le sue sofferenze. Credo nella forza della vita e nella sua volontà di perpetrarsi nel tempo. Ho fiducia nell'uomo. Sono certo che molti di voi condividono questo pensiero. soquellochevuoi saluta tutti i suoi lettori, promettendo di ritornare sotto un'altra veste, mantenendo intatta e, eventualmente rinnovata, la sua ambizione: cambiare il mondo. A presto. Gabriele Gravagna. 15 Dicembre 2005
De Libertate.di Marco Priulla (Divino Marchese) .
![]() Rispondo al post dell’omonimo del comandante filo-fascista della X Mas. Sono con Gabriele nel darti ragione che attualmente in Italia non siamo sotto una dittatura, e ti spiego il perché. Storicamente la dittatura si configura come un regime reazionario oligarchico, fondato sulla forza, con l’appoggio dell’esercito e delle forze armate; uno stuolo di gerarchi, quindi, che tiranneggia l’indifesa e imbelle popolazione, esautorandola di fatto di ogni libertà civile e morale, di ogni forma di dissenso e d’espressione. La dittatura, insomma, è un regime che vede pochi uomini egemonizzare un’intera nazione, sotto la più totale depressione sociale della popolazione inerme; casi storici eclatanti ne sono Pinochet in Cile e i Colonnelli in Grecia. E di fatto, oggi come oggi l’Italia non è sottoposta ad un esplicito regime militare ( quanto invece è implicito il controllo e l’arbitrio delle forze dell’ordine – vedi G8 di Genova e protesta contro il TAV degli ultimi giorni ), la popolazione non è assoggettata alla violenza deprecabile di stato, gli oppositori politici non sono sterminati, e le libertà mondane non sono apparentemente lese: ecco perché Berlusconi non è un dittatore. Berlusconi invece è l’uomo nuovo del moderno totalitarismo! Sempre tenendo presente le concezioni e le ricerche storiche e le loro parole scientifiche, il totalitarismo è ben altra cosa dalla dittatura. Il totalitarismo si può definire come regime reazionario di massa. Cito gli esempi prima dell’argomento: Hitler in Germania, Stalin in Russia, Mussolini in Italia e Mao in Cina. Il totalitarismo è un regime di potere assoluto che si fonda sull’appoggio delle masse, che siano più o meno coscienti, mediante la reiterata diffusione del consenso universale attraverso la propaganda di stato. Vediamo bene come nella storia, i quattro criminali sopraccitati hanno conquistato il potere in modo assolutamente legale: Hitler ebbe l’incarico di formare il governo dal presidente Hindenburg in seguito ad un massiccio successo elettorale; Stalin inizialmente prese legittimamente la carica di segretario del PCUS, e quindi dello stato, in seguito alla morte di Lenin, salvo poi eliminare tutti gli oppositori politici; Mussolini fu invitato da Vittorio Emanuele III a formare il governo; Mao conquistò il potere dopo uno sconvolgimento rivoluzionario appoggiato dal popolo. Naturalmente, le pratiche con cui detennero il potere sono ben lontane dall’essere moralmente e legittimamente accettate. Nel regime totalitario la preservazione del potere si fonda su due pilastri sociali: una propaganda positiva e una propaganda negativa. La prima consiste nella ricerca dell’assenso, nell’ottimistica rappresentazione del proprio ruolo e dei propri meriti alla luce di una retorica buonista e accomodante, positivistica; la seconda consiste nella simulazione ( copiare - mimare il tatcherismo e il reaganismo, copiare Bush / Dio, patria e famiglia / -, inventare - le grandi opere o il contratto con gli italiani -, offrire modelli alternativi d’interpretazione - giustificare la missione italiana in Iraq del giugno 2003 con la risoluzione 1546 dell'ONU del giugno del 2004 - ), nella dissimulazione ( mimetizzare - Berlusconi che parla di sé come di un nuovo De Gasperi paragonando l’alto senso di stato del secondo con l’azione eversiva e distruttrice di sé - , cambiare aspetto – le leggi ad personam e per i suoi amici o la guerra in Irak presentata come missione di pace - e nascondere o offuscare - paragonare la sinistra italiana a Stalin o il caso del dossier Mitrokhin - ). Quindi il potere viene morbidamente accettato e radicato nelle coscienze comuni, come una cosa normale e legittima, una cosa verso la quale una popolazione assopita e manovrata dall’abile propaganda e dall’ardita politica non riconosce alcuna anomalia. In Italia esiste il moderno totalitarismo proprio in base alle politiche di cui sopra perseguite: l’avversario è dunque svalutato subdolamente di autorevolezza, quando non eliminato dalla scena ( Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti, Grillo, Rossi, ecc…), e la lunga mano dominante esercita la sua soffice egemonia sul popolo mediante il controllo dei mezzi d’informazione ( conditio sine qua non del totalitarismo ), condizione questa ben visibile nel nostro paese ( Berlusconi controlla e possiede il 95 % dei mezzi di comunicazione italiani – e questa NON mi sembra proprio libertà - ). Ma non è soltanto per questo che si crede ad un clima di libertà: qualcuno può dire che La Gialappas Band o Striscia La Notizia o il Tg Duel di Gene Gnocchi sono sintomi di gradiente di libertà d’informazione contropotere…no, è sempre propaganda. Si utilizza un paravento costituito da soggetti popolari e fondamentalmente innocui per mostrare l’esatto opposto della verità; così come Mussolini permetteva al popolarissimo ed illustrissimo Benedetto Croce di continuare a scrivere liberamente per nascondere ad occhi esterni la verità sulla violenta censura del suo regime, tanto Croce era un liberale moderato, indi non avrebbe potuto fare alcun male, mentre Gramsci e Matteotti furono uccisi. La comicità è per le masse, è fonte di distrazione e relax, è inoffensiva e conciliante, la satira è pericolosa perché indagativa, informativa, fulminea, diretta e violenta. Ecco perché la Guzzanti e Luttazzi e gli altri non si vedono più. E questa NON mi sembra proprio libertà. Nel totalitarismo, in definitiva, tutte le libertà mondane e quotidiane sono mantenute, anche se anch’esse controllate, mentre le grandi e feroci libertà ( prima fra tutte, la libertà d’opposizione di chi la pensa diversamente dal potente ) vengono o eliminate o denigrate o private di ogni loro valore ( come per esempio il convincimento a non andare a votare per i referendum - eclatante il caso di quello sulla fecondazione assistita - o il sminuire il valore e l'entità del diritto di sciopero ). Ecco perché oggi in Italia NON si può fare tutto, NON si può dire tutto; le altre libertà contemplate ( l’omicidio, il furto, lo stupro ) sono figlie di una totale diseducazione civile, dell’apparato civile stesso, nonché espressione di un più ampio clima di terribili contraddizioni del nostro tempo, e quindi anche di corruzione e collusione. Sul caso Sofri…il tuo è uno dei più stupidi e biechi casi di revisionismo storico mai registrato. Limiterò il mio livore e ti concederò il dono della mia accondiscendente comprensione, purché mi risulti gravoso confrontarmi con chi non conosce la storia o la interpreta arbitrariamente. Lotta Continua è stato uno dei movimenti più fertili di educazione alla libertà dell’intera storia d’Italia, ed è sempre stata in prima linea nelle lotte per la diffusione delle condizioni libertarie, appunto; così come Adriano Sofri, del quale non si è certi della colpevolezza, è uno degli individui più intelligenti e più preparati, una delle menti più raffinate del nostro paese, una vera risorsa intellettuale. E ricorda che il revisionismo storico è terrorismo, è mafia, è fascismo!!! Sofri non ha mai chiesto personalmente grazia e perdono a nessuno, perché farlo significherebbe ammettere l’eventuale colpevolezza attribuitagli, ma processi morali del genere non vengono compresi da chi ha sempre fatto dell’interesse e della viltà le sue bandiere. E se non avessi voglia di guardare Berlusconi al Tg4…potrei sempre collegarmi in Internet col portale di sua proprietà, andare nei suoi cinema, guardare le vhs distribuite dalle sue aziende, leggere i suoi giornali, guardare una delle sue svariate televisioni ( mediaset, rai tv egemonizzata, tv satellitari, tv regionali…), seguire una partita della sua squadra, leggere un libro edito da lui e quant’altro, altro, altro ancora. No, scusami, ma questo NON è proprio un regime di libertà, di autocoscienza, di libera circolazione in tutti gli stadi possibili dell’esistenza. E quand’anche qualcosa minacciasse i suoi mille monopoli, basterebbe una legge ad hoc con la maggioranza del Parlamento asservito e lecchino che esegue con dovizia. No, questa NON è proprio libertà. Andiamo oltre, fino ai mirabili esempi di libertà “al contrario” da te citati…il pagamento del pizzo da parte dei negozianti non presuppone una loro connivenza con la criminalità ( ovviamente esistono le eccezioni ), ma più semplicemente una grave assenza delle istituzioni, un clima diffuso di paura ed ignoranza, nessuna garanzia di mobilismo socioeconomico, e non di rado una equivalenza tra istituzioni e criminalità organizzata. Su Bertinotti…oh maledetta disinformazione storica! Innanzitutto dovremmo collocare Bertinotti nella sinistra che gli appartiene, e cioè un riformismo umanista e comunistoide, o un eurocomunismo occidentalistico, nulla a che vedere con la tradizione ortodossa della dottrina in questione; ma se anche così fosse, se Bertinotti fosse un alfiere dell’oltranzismo marxista, e quindi schierarsi senza remore contro la proprietà privata, anche in quel caso la tua constatazione sarebbe errata, in quanto il comunismo in quanto tale non presuppone l’eliminazione della proprietà privata in toto ma la proprietà privata dei mezzi di produzione, con conseguente equa distribuzione della ricchezza, in un contesto di ricerca del benessere comune e non già del pauperismo universale o del pezzentismo ricercato. Quindi, hai sbagliato, qualsiasi sia la prospettiva di sguardo. Tu affermi che libertà è uguale a coraggio di essere se stessi e di emergere dalla massa: ma cosa vuol dire? Partendo dal fatto che proprio tu hai estrapolato il tuo encomiabile discorso basandolo sulle opinioni comuni, sulle comuni disinformazioni e sull’assoggettamento del tuo pensare al contesto di riferimento della tua formazione ( e sei stato proprio tu a citare tua madre, che certo di sinistra mi sembra di dedurre che non sia… ) e alle frasi d’effetto care ad una certa deriva qualunquista o reazionaria, condizioni dalle quali non emerge assolutamente il tuo Io ma soltanto una coscienza di larga appartenenza…poi, vogliamo riflettere sull’individualismo?! Prendo come postulato ciò che ho appena finito di scrivere in merito a te e alle tue parole, e mi rendo conto che il tuo sbandierato ed eventuale individualismo non è altro che la coscienza dell’io intrisa di valori e contro valori tipici della società contemporanea. I tuoi parametri sono più comuni e banali di quanto credi, e il tuo individualismo è lo specchio di una civiltà che già in seme contiene gli elementi per una falsa autocoscienza. Il tuo pensiero, le tue parole sono il pensiero e le parole del tuo micromondo, perfettamente inglobato dentro il macrocosmo massificato e massificante, dove mode e contromode sono ugualmente comuni. La società dovrebbe essere totalmente scevra di valori mondani per permettere un individualismo profondo, ideale e perfetto. Quello che hai detto tu sono pensieri e parole che hai sentito, percepito, recepito da qualcun altro o che hai maturato in base a degli imput esterni precisi, determinati e indirizzati in nuce. E in tutto ciò, io non ci trovo né individualismo, né libertà, né autocoscienza, né coraggio, né iconoclastìa. La libertà non è nel coraggio, perché quest’ultimo presuppone che si debba arginare o superare un ostacolo, un impedimento, quando invece la libertà dovrebbe essere un bene innato e pacifico, una condizione primordiale e iniziale, un ordine ontologico; se per avere libertà bisogna avere coraggio, significa che questa è soffocata, e così tu stesso finisci per contraddirti, sostenendo dietrologicamente che non siamo in contesto libertario e che tu non sei quel che dici di essere o che vuoi essere e quindi devi necessariamente rompere qualcosa per riuscirvi. Ed è così per te, per me e per qualsiasi altro ( ognuno a modo suo, ognuno in un grado diverso ), perché nessuno di noi è l’assoluta implacabile e pura espressione di se stesso slegato da ogni legame esterno, ed è per questo che dico e affermo senza alcuna possibile negazione che non solo la libertà assoluta ideale e individuale è un’utopia, o comunque qualcosa di difficilmente realizzabile, ma che in Italia, ora e prima, e in ogni altra parte del mondo, escludendo pochi grandi individui che hanno colorato la storia dell’umanità, questa non ha mai potuto disporre della libertà che le dovrebbe essere propria in nascita, in vita e in morte. Se per te, essere liberi significa fregarsene, guardare il proprio giardino, non curare il proprio estro sensibile e spirituale, abbandonarsi ai valori comuni o accodarsi ai controvalori comuni, accettare l’arbitrio, l’ingiustizia, la disuguaglianza, perseguire e alimentare i pregiudizi, e assopire la propria mente o una parte di essa, allora io preferisco rimanere nelle mie dorate e splendenti catene. Vedi, ognuno di noi è più o meno soggetto a qualcosa, fosse anche l’ideale, il sogno, l’infinito, sarebbe pur sempre un condizionamento, una ricerca mirata e limitativa. Non che questo sia un problema massimo, in quanto prendere posizione e compiere scelte, quando dettati da reale convincimento e approfondita ricerca, ci danno un posto nella storia, nel suo divenire perpetuo…e io mi trovo bene dove sto. Ma sono consapevole di non essere la titanica realizzazione del mio essere…l’unica condizione per la libertà è quella contemplata da Hegel:- Sarai libero quando tutti lo saranno.- Ed è proprio questa libertà che ci manca, che manca a Gabriele e a tutti noi, oltre a tutte le libertà universali piccole e grandi che certe pratiche di potere hanno annullato. In conclusione, come vedi, io sono ben lungi dal mentire a me stesso e agli altri. 12 Dicembre 2005
Liberi, quando vogliamo.di Salvatore Todaro.
![]() La felicità consiste nella libertà e la libertà nel coraggio. Questa frase fu pronunciata dall'ateniese Pericle un paio di millenni fa, ma molti oggi avrebbero bisogno di riflettere su queste parole, prima di parlare e/o sparlare di libertà. A mia madre è capitato di andare a cena con delle persone, si parlava di attualità, si parlava di politica, si diceva che "oggi siamo sotto dittatura"(per capirci, le stesse cose che sono state al centro della “alta satira” fatta dalla Guzzanti all’evento televisivo dell’anno firmato Celentano...), a me è capitato di sentir parlare della libertà come se fosse un'utopia, di sentir dire quasi che della libertà l'uomo non ha mai potuto disporre. Mente, e mente a se stesso, un italiano che oggi dice di non essere libero: oggi possiamo fare tutto; possiamo dire tutto; possiamo uccidere, pentirci e non far nemmeno un mese di carcere; possiamo essere Sofri, guidare un'insulsa associazione terroristica e poi diventare il simbolo della lotta a favore della grazia; possiamo vedere Prodi a Ballarò e cambiare canale, possiamo vedere Berlusconi al TG4 e andare a giocare con la playstation; possiamo essere di sinistra e dire che siamo sotto dittatura...siamo liberi di dirlo. Che libertà andiamo cercando? La libertà di drogarci come se fumassimo una sigaretta? Ci sono negozianti che dichiarano di essere contro la mafia dalla testa fino ai piedi...pagano regolarmente il pizzo; c'è Bertinotti che vuole abolire la proprietà privata...possiede abiti da far invidia al figlio del migliore stilista per uomo; cosa vuol dire libertà? Non è forse vero che la libertà consiste nel coraggio? Nel coraggio di emergere dalla massa ed essere se stessi. Nel coraggio di fare ciò che vuoi senza pensare a ciò che ne penserà la gente. Questo coraggio, siamo liberi di averlo, non deve certo darcelo Berlusconi, non deve procurarcelo Bush, non ce lo regalerà Zapatero. Questo coraggio, siamo liberi di averlo...noi non apprezziamo la libertà che abbiamo; del resto, si dice che le cose si apprezzino meglio quando non si hanno. 07 Dicembre 2005
La società siamo noi.di Barbara Gravagna.
![]() Quante persone sono pronte ad ammettere le proprie colpe, i propri errori?...Molto poche. Se certi politici stanno dove stanno, tranne in alcuni casi strettamente singolari e misteriosi, è solo perchè noi abbiamo voluto che stessero lì. Ma intendo affrontare un’altra questione, molto ordinaria, abbastanza semplice, quasi banale per alcuni, ma che deve ricevere le giuste attenzioni. Molto spesso ci lamentiamo del fatto che le nostre città sono sporche, che andiamo alle poste o negli uffici pubblici e c'è sempre una fila interminabile di persone. Andiamo nei bagni pubblici e ci lagniamo del loro stato pietoso e da lì a poco ci ritroviamo a dire frasi come: “ah che schifo questa città!...che schifo questa società!” e cose simili. Ma la società che cos'è?? E’ o non è un insieme di persone?! Noi siamo persone o no?! Quindi la società siamo noi, no?! Perchè non rimproveriamo noi stessi per questo? Non possiamo dire: “ma non sono mica solo io che butto la carta per terra. Se gli altri la buttano perchè io non dovrei farlo???” Eccolo lì il primo e più grande errore. Inizio io a non buttare più la carta x terra. Poi io rimprovererò qualcuno che butta la carta per terra. Questo qualcuno probabilmente, anzi quasi sicuramente continuerà a fare questo gesto, ma io lo rimprovererò talmente tante volte che alla fine smetterà. Anche solo per non sentir più la mia voce. E se noi tutti nel nostro piccolo facessimo così, pian piano arriveremmo a dire: “perchè devo buttare la carta per terra?.. Non lo fa nessuno!”. Certo non saremo noi a godere di una tale società, ma i nipoti dei nipoti dei nostri nipoti forse sì! Bisogna pur iniziare da qualcuno, no? E lo stesso vale quando siamo per strada con la macchina e inveiamo contro le altre. Ma chi è che non rispetta i segnali stradali, i semafori, chi è che vedendo il traffico, il semaforo giallo prossimo a diventar rosso, passa lo stesso rimanendo poi al centro dell'incrocio??? Siamo sempre noi o no?! Se provassimo a rispettare un pò le regole, è possibile che tutti noi ne possiamo trarre dei vantaggi. Pensiamo alle conseguenze. Credo che se ciascuno inizia a rispettare le regole, in qualsiasi ambito, ne possiamo trarre vantaggi tutti. Se puntualmente, quando faccio tardi a lavoro, per esempio, utilizzo la corsia preferenziale e, nello stesso giorno, qualcuno disgraziatamente deve raggiungere, per questioni vitali, l’ospedale, non potrei essere considerato uno dei responsabili della sua eventuale morte qualora il mio mezzo ostacolasse il suo? Secondo voi, per dirla con parole molto semplice e pulite, non mi sono meritato la definizione di "cretino"? Ricordatevi LA SOCIETA' SIAMO NOI. SIAMO NOI I RESPONSABILI DI CIO' CHE NON VA NEL MONDO E SIAMO SEMPRE NOI KE POSSIAMO FARE QUALKOSA X MIGLIORARE IL TUTTO. RAGIONARE IN MANIERA EGOISTICA NON SEMPRE MI PORTA AD AVERE UN VANTAGGIO. |