05 Dicembre 2005

La terra dell'uomo.



Devo ammettere che mi ha fatto piacere vedere come vi siate interessati ad Om e alla sua storia. Ci sono stati parecchi commenti, tutti interessanti, come è ovvio. Ci sono delle cose che intendo chiarire e che vi saranno utili a comprendere quanto il vostro Om sia uguale al mio.

Iniziamo col dire che il racconto è originale, ovvero è stato scritto da me medesimo, senza l’ausilio di nessuno. Si tratta di una storia abbastanza semplice, che ricorda i tipici racconti per bambini, indefiniti nella connotazione spaziale e temporale. E’ possibile che non risulti nuovo, ma affermo che Om nasce dalla mia mente e dalle mie riflessioni sul genere umano.

Il nome, Om, sta per Uomo, dal latino Homo. Rappresenta l’umanità nel suo senso collettivo, è quella parte cosciente che, paradossalmente, perde la sua consapevolezza e si sente persa in un mondo che non è più in grado di comprendere. Non percepisce la bellezza del mondo né la sua “bruttezza”, ma rivela il disagio al suo interno, è cosciente di non essere cosciente. Niente di più terribile. Om diviene improvvisamente passivo, insensibile, indifferente e vittima della sua piattezza. Non la natura, non la musica, non la violenza, nulla riesce a smuoverlo. Sennonché, quando ormai da troppo tempo patisce il peso dell’insensatezza, vede il cambiamento della natura che regredisce, si rattrista, lentamente muore dinnanzi una realtà che non sembra più meritevole della sua presenza. La natura chiude i battenti, il mondo si avvia all’apocalittica conclusione ultima…tutto è perduto ma, come nelle più tradizionali fiabe, l’eroe riacquista i suoi poteri. Non è specificato nel racconto, ma sappiamo che Om comprende le ragioni del suo appassimento. Om capisce che tutto appartiene ad unico spirito che si sta spegnendo. Om adesso sa che la sua lunga vita potrebbe estinguersi per sempre, inghiottita dal declino della natura.

Ma IL RISVEGLIO DELLE COSCIENZE può decretare le sorti del destino del mondo. La comprensione dei propri limiti, aiuta a conoscere le propria potenzialità. Om, l’umanità intera, se davvero prende coscienza di sé, può salvare se stessa e ciò che la circonda, può ritrovare l’equilibrio perduto e, lentamente, risollevarsi e ergersi a nuova vita.


Riuscirà Om a salvare la sua terra? La risposta dipende da noi.
 
02 Dicembre 2005

AIUTO.


Vogliamo solo cambiare il mondo con le nostre parole, i nostri pensieri, i nostri fatti, le nostre azioni, le nostre vite. Non chiediamo molto. Solo il vostro aiuto.
 
01 Dicembre 2005

La terra di Om.

di Gabriele Gravagna.



Una mattina come tante altre, Om si alzò e si apprestò a iniziare la sua giornata. Ma uscendo di casa, qualcosa di strano gli capitò: perse il senso della bellezza delle cose. Si, la bellezza, il significato puro e semplice della bellezza, perso, così, senza una reale spiegazione. A contatto con la natura, alla visione del cielo, del sole, degli animali e delle piante, non c'era nulla che lo emozionasse, che lo prendesse a tal punto da sentirsi vivo, parte di un mondo pieno di spirito. Om aveva smarrito il senso delle cose.
Ed era brutto per lui, percepiva la sua stranezza, capiva il peso della sua deficienza, ma non riusciva minimamente ad apprezzare il valore di tutto ciò che lo circondava. Om aveva smarrito il senso delle cose.
E incontrò un uomo, un uomo con un cordofono, un uomo che suonava, che invece percepiva la bellezza del mondo e ne riproduceva l'essenza attraverso il suo strumento. Ma Om non capiva tutto questo...Om aveva smarrito il senso delle cose, e con esso il senso della musica.
Om non capiva cosa gli stesse capitando, dovunque gettasse lo sguardo, tutto gli risultava nuovo e incomprensibile, tutto era passivo, vuoto.
E vide una donna morire di fame, un vecchio sanguinante, forse malmenato, un bambino violentato davanti i suoi occhi da due uomini. Ma non reagì a tutto questo.
Om aveva smarrito il senso delle cose.

Tutto era nulla. Om aveva smarrito il senso delle cose.

Om visse per molti anni, molto tempo sarebbe passato prima che egli avesse esalato l'ultimo respiro. E vide il cielo oscurarsi, il sole tramontare, gli animali e le piante morire, il cordofono e l'uomo morire. Om aveva smarrito il senso delle cose. E vide la donna morire di fame, il vecchio sanguinante, forse malmenato, il bambino violentato davanti i suoi occhi da due uomini.

Om aveva smarrito il senso delle cose, ma adesso capiva perchè.
 
30 Novembre 2005

Arte.

Una sola parola per racchiudere il significato di tutto il mondo, dello spirito umano, della vita.
Una sola parola per definire ciò che non può essere definito.
A tutti voi l'oppotunità di parlare di Lei, in tutte le sue forme: poesia, cinema, letteratura, teatro...semplicemente Arte!

Ovviamente liberi di dire ciò che volete.

Mandate le vostre e-mail al mio indirizzo: gabriele_gravagna@yahoo.it


"Impressione al levar del sole" di Claude Monet.

Viaggio in un futuro apocalittico.

di Giovanni Cabbia (metalgx85)



In un ipotetico futuro sconvolto da esperimenti atomici e sperimentazioni bio-chimiche su ragazzini per trasformarli in armi di distruzione, si muovono i residui di un aumanità fortemente allo sbaraglio.
La storia, assai complessa, racconta tutto quello che ruota intorno ad un ragazzino di nome Akira dotato di poteri mentali fuori dal comune.
In questa storia prendiamo parte anche agli avvenimenti che coinvolgonon altri ragazzi più o meno legati a questa fantomatica figura.
Uno di questi forse il vero protagonista (quello per cui tifiamo) è Kaneda, ragazzo sbandato con la passione per le corse in moto.
Vicino a lui si pone Tetsuo altro ragazzo che condivide questa passione per la velocità che però in seguito ad alcuni esperimenti diventerà anche lui una forza inarrestabile e senza controllo.
Ma raccontare la storia in poche righe non farebbe onore all'egregio lavoro svolto dal disegnatore nel fumetto e quindi vi consiglio caldamente di cercare di procurarvi anche l'intera opera cartacea.
Se siete amanti della fantascienza ma magari non siete estimatori di fumetti potreste comunque trovare una gradita sorpresa.
Sceneggiata in maniera egregia sia la serie a fumetti che il film, sono due opere a mio parere complementari, in cui l'una richiede l'approfondimento sull'altra.
Se avete letto il fumetto non potete non vedere il superbo film (adesso uscito anche in una versione rimasterizzata), tuttavia la visione del film viene egregiamente integrata dalla lettura del fumetto aiutandovi a comprendere meglio la storia.
il film realizzato con un'animazione perfetta è un film molto crudo e carico di tensione e di scene molto forti.
Al contrario di quello che si può pensare del genere di film di animazione, non è assolutamente per ragazzini, ma piuttosto per un pubblico più maturo .
Ottima la disponibilità di extra per il dvd con bozzetti e fasi della realizzazione molto interessanti ed esplicative.
Se siete ancora estranei al mondo Akira ed amate la fantascienza avete trovato un ottimo prodotto.
Se non siete amanti del genere e magari dei fumetti orientali in generale è un acquisto su cui bisogna riflettere.
 
29 Novembre 2005

Non lo sapevo.

Grazie al Divino Marchese ho appreso della campagna portata avanti dalla LAV, la Lega Anti Vivisezioni. E' opportuno prendere atto.



Clicca qui.
 
28 Novembre 2005

Attenti a quello lì!

Tratto da un' anonima presentazione Power Point.

Tutti i sondaggi dicono che il centrosinistra vincerà le elezioni; stando alle cifre ultime prenderà almeno il 51% dei voti mentre il centrodestra solo il 47%, ma…
…il nostro Presidente del Consiglio con un’abile mossa a sorpresa, fa una legge ad ‘hoc, cambia i risultati …E VINCE LUI!!!

Ma il furbastro come fa?



Egli ben sa che le 2 coalizioni sono composte diversamente ed allora s'è inventato 2 nuovi meccanismi per colpire il centrosinistra e avvantaggiare il centrodestra!

Il primo trucco Berlusconi lo attua principalmente ai danni dell'odiato Di Pietro (1,5%), dell’Sdi(1,5%) del Nuovo Psi(1,5%), dei Comunisti italiani (1,5%), di Mastella (meno del 2%) e di altre formazioni di ambito locale (sicuramente meno del2%). Questi partiti raccolgono tutti insieme dal 7% al 9%-10% ma, come già detto, nessuno di loro da solo supera oggi il 2%…
…ed il 1° DEI DUE NUOVI MECCANISMI E' PROPRIO UNO SBARRAMENTO DEL 2% (3% per chi è fuori coalizione)! Così, non raggiungendo nessuno di loro questo fatidico sbarramento, NON AVRANNO PIU' DIRITTO ALL'ASSEGNAZIONE DEI SEGGI IN PARLAMENTO. Quindi, al centrosinistra verranno assegnati seggi non più sul 51%, ma solo sul 51%-7%

CIOE' IL CENTROSINISTRA PRECIPITERA'

DAL 51% AL 44%!!!

Va beh, direte voi: anche se gli hanno fatto una “rapina”, vincerà lo stesso il centrosinistra perché gli spetta ancora almeno il premio di maggioranza visto che ha comunque preso il 51% dei voti...…ED INVECE ANCORA NO!
Perché proprio il 2° dei due nuovi meccanismi stabilisce che d'ora in poi il PREMIO DI MAGGIORANZA VIENE ELARGITO NON PIU' SUL NUMERO DEI VOTI MA SUL NUMERO DEI SEGGI!!! (...sul quale hanno già barato col 1° nuovo meccanismo). Quindi, GRAZIE AL 2° NUOVO MECCANISMO IL CENTRODESTRA RUBERA' PURE IL PREMIO DI MAGGIORANZA AL CENTROSINISTRA! Così, dal misero 47% che aveva, volerà ben oltre il 51% ottenendo persino la maggioranza piena in parlamento e relegando il centrosinistra che aveva vinto le elezioni, al 44%!!
Se non è truffa questa come volete chiamarla?
Quindi A MENO DI UNA SONOROSISSIMA SCONFITTA, pur perdendo alle urne, come dicono tutti i sondaggi, grazie a quest’ultima TRUFFA, Berlusconi vincerà lo stesso le elezioni!
Possiamo star sicuri che, come al solito, con quella famosa faccia da cucciolotto triste e indignato, si lancerà nella sua interpretazione favorita quando dice a manetta ogni genere di bugie… Si purtroppo avete capito bene… è quella più consueta! E’ la famosa, temibile, tristemente nota e pallosissima LAGNA DEL PERSEGUITATO!
Insieme agli alleati fedeli, dopo aver tappato la bocca a quelli scomodi, dirà che è una buona legge, che è la stessa di altri paesi europei, che la sinistra è pretestuosa, che ce l’ha con lui e… bla… bla… bla…!

Tentare di fermarlo non solo porta fortuna, ma è un dovere civile…

…o lui fregherà noi italiani per l'ennesima volta!!!…

Vuoi salvare il mondo? Usa il telefonino!

di Gabriele Gravagna.



A tutti voi.

Perdonatemi, ma io proprio non capisco. Non riesco a capire come una società tecnologicamente evoluta come la nostra non riesca a conciliare tanto progresso alla crescita globale della civiltà umana.

Sarò più chiaro.

Questi ultimi anni della storia del mondo sono stai fortemente condizionati, e continuano ad esserlo, dai mass media, dall’informazione e dal modo di praticarla. Internet, telefonini o, più correttamente, videofonini, la stessa televisione, la “signora” dei media, sono quotidianamente protagonisti della nostra vita, i fautori della comunicazione, i responsabili dell’informazione.

Questi strumenti, questi oggetti, questi mezzi sono la più grande e preziosa sfortuna che ci potesse mai capitare.

Per quanto possiamo condannarli non smetteremo mai di farne a meno, perché sono essenziali: ci permettono di fare quello che vogliamo, di interagire con il mondo, di intrattenerci, di descriverci l’andazzo generale. Una vita senza mass media, oggi, non avrebbe praticamente senso, è folle soltanto pensarlo. Eliminiamo la televisione che ci abbindola con programmi spazzatura e falsa informazione? Distruggiamo questi stupidi cellulari che, tutto fanno, tranne che consentirci di chiamare qualcuno in qualsiasi luogo noi possiamo essere, tipo una strada desolata in cui mi si è fermata improvvisamente la macchina e “la rete non è disponibile” mentre posso seguire Lori Del Santo che va decomponendosi in un’ isola di famosi sconosciuti? Mandiamo al macero quegli stupidi monitor che ci tengono incollati sulla sedia a comunicare con americani, portoghesi, ungheresi, eschimesi senza neanche conoscerli, accontentandoci di vederli sullo schermo senza sapere che calore possa avere la sua mano perché non avrò la possibilità di stringergliela?
Insomma, non riusciamo ad accettare questi nuovi media perché siamo degli irremovibili tradizionalisti romantici e vogliamo, quindi, liberarcene?

No, e non ci provate.

La colpa non è della televisione che trasmette tali schifezze, ma è nostra che li guardiamo pur detestandoli.

La colpa non è del telefonino che non capta le onde radio perché è isolato, ma è nostra perché ci interessiamo alle sue funzioni “extra” e non alla sua efficienza elementare: contattare qualcuno nel momento del bisogno.

La colpa non è di Internet che annulla la nostra vita sociale e ci fa conoscere l’altro tramite nick, password, link etc., ma è nostra che ci ostiniamo a non uscire di casa per raggiungere quel nuovo amico che la rete mi ha permetto di conoscere.

Non sono i media che rovinano il nostro mondo, ma SIAMO NOI A PERMETTEGLI DI FARLO , SENZA SFRUTTARE LE LORO FONDAMENTALI POTENZIALITA’.
Ma pensiamo ad Internet: tramite la rete è possibile reperire una gran massa d’informazioni in modo rapido, relativamente economico e con un certo grado di personalizzazione; inoltre, per la prima volta nella storia dell’umanità, anche una sola persona, con un impegno economico molto basso e con conoscenze tecniche di base, è in grado di immettere notizie in un circuito che provvede alla loro distribuzione in tutto il pianeta. Proprio come sto facendo io. Proprio come stai facendo tu. Proprio come potremmo fare tutti noi per vivere in un mondo migliore. Per combattere chi abusa dei mezzi di informazione per scopi personali. Per creare una società continuamente informata e libera di informare, ad una sola condizione: che sappia accettare critiche ed opinioni per maturare una grande coscienza comune.
 
25 Novembre 2005

La nuova Democrazia siamo noi, Beppe Grillo non scherza più!!!

di Giuseppe Lupo.



L’intervista a Beppe Grillo nella Repubblica del 24 Novembre è un grande segnale, che “stranamente” è passato attraverso il filtro mediatico fino ad arrivare ai miei, ed ora ai tuoi, occhi: Beppe Grillo dichiara di aver scoperto ed iniziato ad utilizzare un grande mezzo per un grande scopo.
Ha aperto un blog (beppegrillo.it) da cui lancia le campagne politiche più condivise dagli Italiani, e, soprattutto, è riuscito attraverso dei “meet-up” (incontri tra tutti i firmatari delle campagne del sito e simpatizzanti) a portare avanti saldamente le sue campagne (clicca qui per la campagna "Parlamento Pulito".).
Tutto ciò cosa vuol dire? Che gli Italiani, le persone concrete, stanche di politici di carta, che non rispondono affatto alle aspettative, si impegnano in prima persona a vivere la Democrazia! E Beppe Grillo, non è l’unico, sempre a fianco potrete trovare il link dei ragazzi dell’Addio Pizzo (Addiopizzo.org): un gruppo di persone, che autonomamente si propongono di portare al centro dell’attenzione pubblica una delle barriere che ci separano dall’elementare Democrazia, cioè il Pizzo. Realtà che in molte città del Meridione, e oserei dire non solo, vive concretamente e soffoca qualsiasi virgulto di iniziativa economica in questo territorio.

Ma a questo punto, dopo aver nominato questi link, adesso non mi resta che celebrare lo scopo del blog qui presente, a cui tu, caro lettore, sarai arrivato per “soffiatina” dell’amico, o addirittura per caso. Bene, qui ci si impegna a vivere la Democrazia, scendendo nel campo a volte spinoso delle questioni attuali, tentando di formarsi un’opinione, che al di là di ogni schieramento possa essere fondata sulle basi condivise da tutte quelle persone che oggi si svegliano e hanno in mente di restare sveglie ancora un po’!
Tu caro lettore, che oggi guardi quelle trasmissioni pseudo-politiche, che si limitano a portare in scena quel miserrimo spettacolo di litigi infantili tra persone che hanno totalmente obliato il loro compito di politici, e di trasmittenti di informazioni nei nostri riguardi, sei chiamato ora ad alzarti da quel letto, in cui hai supinamente assistito alla sceneggiata, e metterti in discussione, sei un cittadino e devi accoglierne le responsabilità, a partire dal prossimo Referendum sulla Riforma Costituzionale!


Non serve la Rivoluzione, basta che si ritorni al RISVEGLIO DELLE COSCIENZE di cui si parlava dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino, che oggi può essere manifestato anche grazie al tuo impegno!
 
23 Novembre 2005

La voce del Divino Marchese.

Divino Marchese è il nickname di un mio grande amico, un pensatore animato dalla ideologia di sinistra, colui che definisco "l'ultimo vero comunista", poichè ritengo che siano davvero pochi coloro che sfoggiano la falce e il martello con estrema consapevolezza del loro valore.
Il passo seguente è tratto da un articolo presente nel suo blog personale, dal titolo "Vecchi principi, prassi moderna" ( vedi Il Divino Marchese.).
Credo che la sua lettura possa essere utile e interessante, indipendentemente dall'ideologia politica alla quale "il Marchese" fa riferimento.

La sua voce si unisce alla mia nella lotta per cambiamento del mondo.

Meglio dire la propria, anche solo sussurrarla, piuttosto che stare in silenzio!


"Posso ipotizzare che in una formale democrazia corrotta come la nostra, in un morbido neofascismo, in una dittatura mediatica come quella che c’è oggi in Italia, sarebbe consentito restituire vigore e funzione ad un nuovo fronte rivoluzionario?"


Il marchese De Sade.

di Marco Priulla, Il Divino Marchese.
 
22 Novembre 2005

Parlamento pulito!!!

 
21 Novembre 2005

Preghiera.

Riporto per intero la pagina di ieri, 20/11/05, di Beppe Grillo.it poichè ritengo che questa preghiera sia veramente degna di un cattolico, ma, soprattutto, degna di un Papa.

Fa che questo Papa...

Ecco la lettera di Alessandro Santoro, prete delle Piagge in Firenze.


“Fa che questo Papa…

Caro Spirito Santo, mi rivolgo a te che sei datore di vita e soffio di speranza per l’umanità intera perché tu possa penetrare nelle stanze del potere ecclesiastico per restituire quell’”alito di vita” e di profonda compassione nel cuore di questo nuovo Papa e del suo entourage perché imparino ad ascoltare la tua voce e non continuino, una volta per tutte, a farsi trascinare nei tatticismi e negli intrighi di palazzo e di potere.

Fa che questo Papa sia a piedi scalzi, semplice e umile, che diventi compagno di strada e di vita di chi fa fatica e si sente escluso e oppresso, come del resto ha fatto Gesù che ha scelto la Galilea delle genti, luogo dell’esclusione e della emarginazione per ridare vita al mondo.

Fa che questo Papa abbia il coraggio di incarnarsi nella storia degli altri, che abdichi alla Verità assoluta che schiaccia e uccide e senta il bisogno di incontrare e nutrirsi delle Verità dell’altro. Dio non ha un nome, prende ed assume il nome dei volti e delle storie degli emarginati di questo mondo e nessuno detiene la verità di Dio e può pretendere di possederla.

Fa che questo Papa scenda nei bassifondi della storia, che abbandoni i palazzi del potere, che non viva più in Vaticano, luogo del potere curiale e torni ad essere il pastore di tutti, uomo tra gli uomini senza più nessuna enfasi trionfalistica. Non abbiamo bisogno di un Papa con strutture forti e apparati pesanti, proprie dei sovrani e dei potenti, ma di un Papa che si spogli di tutto quello che lo separa e lo divide dalle persone, che sappia lasciare tutto ciò che lo rende ricco e possa concedersi l’unica ricchezza possibile per chi si fa servo, quella in umanità.
Siamo stanchi dei troppi orpelli, troppi luccichii, troppi ori che appesantiscono la sua casa, ed è arrivata l’ora che il Papa possa prendere le distanze da questo sfarzo senza senso e che impari a vivere nella povertà senza ostentazioni.

Fa che questo Papa sia capace di Vangelo, testimone e profeta di un Vangelo possibile per tutti, che sappia piangere con chi piange, ridere con chi ride, soffrire con chi soffre.
Fa che sia intransigente solo nell’amore e continui a gridare forte contro tutte le guerre del mondo e possa aiutarci, e aiutare i grandi della terra, a considerare la guerra, le guerre e la corsa agli armamenti una assurda follia.
Fa che possa far diventare la guerra un tabù inaccettabile e cancelli l’ipocrisia assurda di chi, anche nella nostra Chiesa ritiene ancora plausibile una guerra giusta.

Fa che questo Papa sia capace di perdono, che non abbia paura a riconoscere la violenza e le violenze della nostra religione, che sappia soffiare nella nostre vite e nelle nostre comunità umane uno spirito di tenerezza, perché per tutti, chiunque sia, ci possa essere un pezzo di pane, una carezza, un abbraccio e una vera liberazione.

Fa che questo Papa non ci riempia di encicliche e di documenti, troppe parole hanno inchiostrato la nostra fede, fa che cresca nell’ascolto di quella parola di Dio che è la vita degli uomini e delle donne. L’unica parola possibile da rendere viva e vera nella nostra storia è quella del Vangelo.
Rendi questo Papa carico di utopia, capace di vedere oltre e di darci il coraggio di fare un passo più in là, un Papa meno maestro e più fratello, meno grande e più debole, meno forte e più dolce, meno sicuro e più compagno. Gesù sognava e praticava il sogno di Dio, fatto di una politica di giustizia, di una economia di uguaglianza e di un Dio pienamente libero; fà che negli occhi, nelle mani, nel cuore, nella pancia, nei piedi di questo Papa ci possa essere questo stesso sogno necessario perché questo nostro affaticato mondo riabbia la vita e “l’abbia in abbondanza”.

Fa che questo Papa abbia il coraggio di abbandonare i segni del potere e possa ritrovare e concedersi il potere dei segni, perché la nostra Chiesa possa spogliarsi della porpora e rivestirsi del grembiule, possa abbandonare i conservatorismi comodi al potere e recuperare la libertà piena e viva dei figli di Dio.

Fa che questo Papa ridia spazio e attualità alla rivoluzione del Concilio che voleva che le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e dei poveri diventassero pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce del Vicario di Cristo e delle comunità cristiane. Le grandi aperture e novità del Concilio sono state tradite e burocratizzate, la tensione verso il nuovo si è persa nei meandri delle chiusure, delle prudenze e meschinità curiali.

Fa che questo Papa possa finalmente ridare spazio ad una collegialità vera, ad una chiesa Popolo di Dio, ad una comunione incarnata, ad una conversione senza mezze misure e compromessi. Dagli la forza ed il coraggio di proporre un nuovo concilio dove la Chiesa ripensi se stessa con il contributo vero e profondo di tutti, proprio di tutti.

Fa che questo Papa si apra all’idea di libertà e di responsabilità, che rinneghi una Chiesa moralista e sessuofoba, che possa dare spazio con pari dignità a tutte le relazioni affettive, a quell’amore plurale fatto anche di omossessuali, transessuali, divorziati, separati; è anche attraverso di loro che l’amore di Dio, così grande e universale ritroverà spazio nelle nostre comunità, troppo spesso abituate soltanto a giudicare e a condannare e non ad accogliere e a celebrare la vita.

Fa che questo Papa sappia riconoscere il valore imprescindibile delle donne, perché senza la loro sensibilità, la loro capacità di “precederci” e di amare con tenerezza, la Chiesa rimarrà sempre sterile ed incapace di futuro.

A Te Spirito Santo l’impegno di portare il respiro di tutti i piccoli e i poveri del mondo e soffiare questa brezza leggera dei perdenti e dei vinti nel cuore del Principe della Chiesa perché possa rinunciare ai titoli e alle lusinghe del Potere e possa farsi degno del Vangelo di libertà e di pace del nostro fratello Gesù di Nazaret.
Così lo sentiremo compagno e amico in questa avventura che è la vita.
Buon viaggio….”

Alessandro Santoro.
 
18 Novembre 2005

E allora? E quindi?

Riporto per intero un articolo tratto da ANSA.it. Che non me ne vogliano a male i cattolici, ma seplicemente non mi sembra sensata l'intervista. Non vedo la necessità di scomodare la Chiesa per un fattore politico, quale la nuova riforma costituzionale in Italia. Qual'è la logica che porta un giornalista a chiedere un parere del genere ad un prelato? Non pensate che la Chiesa sia già abbastanza addentro alle questioni del nostro Stato? Deve pure dare indicazioni su questo referendum popolare? Personalmente questa notizia mi pare poco "notizia"... mi lascia perplesso. Ditemi voi.

RIFORME, RIUNI: DALLA CEI NESSUNA INDICAZIONE SUL REFERENDUM

ASSISI - La Cei non da' alcuna indicazione di voto nel referendum sulla devolution. Indica ''unita' '' del Paese e ''solidarieta' '' come ''principi certi'' che sono un ''auspicio'' e non un ''giudizio politico'' sulla legge approvata e sugli schieramenti. E rivendica il ruolo pubblico della Chiesa, che non e' ''ingerenza''. Il cardinale Camillo Ruini riassume la posizione dei vescovi italiani nei giorni tesi della approvazione delle riforme istituzionali, in parte coincisi con la 55.ma assemblea generale Cei, conclusasi oggi ad Assisi. Ruini inoltre non nasconde un certo stupore per la ''mancanza di senso dell'umorismo'' con la quale e' stata accolta la sua battuta sulle pallottole di carta.

Il cardinale, rispettando la tradizione, tiene la conferenza stampa a conclusione della assemblea della Cei, e viene sollecitato sulla attualita' politica. ''Non ci sara' nessun pronunciamento della Chiesa nel referendum sulle riforme'', afferma, visto che su queste tematiche i presuli si attengono a quanto indica la Centesimus Annus, come fu nei primi anni Novanta per il referendum sulla legge elettorale. ''Sia l'unita' del Paese sia la solidarieta' | rimarca il porporato - restano principi fondamentali ed e' importante che ogni riforma tenga conto di questi principi; che ci siano o no nella legge sulle riforme appena approvata e' un giudizio che non diamo come tale''.

A piu' riprese Ruini sottolinea che si tratta di un ''auspicio'' che non deve essere ''trasformato in un giudizio politico a favore dell'uno o dell'altro schieramento''. ''La Cei e anche io personalmente | ricorda - sono sempre stati contrari alle ipotesi separatiste e questo certo rimane; che questa sia una legge separatista non ci sentiamo di affermarlo perche' non vogliamo dare un giudizio. Rimane comunque totalmente vero che la Chiesa italiana tiene all'unita', alla solidarieta', alle perequazioni''.

Se la Chiesa non vuole essere trascinata nell' agone politico, non vuole pero' rinunciare a contribuire un clima di serenita' nel percorso verso il referendum : ''L' itinerario della legge ha visto sempre una contrapposizione tra gli schieramenti, non si e' arrivati ad una soluzione condivisa e la responsabilita' di questo e' di tutti e due, ma rimane auspicabile'' che si arrivi alla consultazione referendaria ''in clima sereno in cui tutti possano avere le informazioni necessarie e esprimere un parere meditato''.

Sollecitato sugli eventuali rischi della legge appena approvata, il presidente dei vescovi osserva che ''e' difficile non vedere in qualsiasi riforma un elemento di rischio, perche' ogni riforma cambia delle cose e in ogni cambiamento ci sono dei rischi impliciti''. Riassumendo i concetti di laicita' e ingerenza, ribadisce il dovere della Chiesa di esprimersi su questioni etiche e antropologiche e di non ingerirsi in quelle politiche. Nelle questioni antropologiche, precisa, la ''Chiesa si esprime come si esprimono tanti altri soggetti, senza imporre la propria visione e tutto questo viene poi affidato al libero gioco democratico''. E l'accresciuta attenzione per le tematiche etiche non solo in Italia, ma a livello internazionale, e' per il cardinale un ''segnale molto significativo''.
 
17 Novembre 2005

Riposa in pace!




La giornata degli addii

La notte appena trascorsa ci lascia due notizie, una buona e una cattiva. Entrambe rappresentano la fine di qualcosa: l'approvazione della nuova costituzione dal senato e la conclusione della terza edizione de "L'isola dei famosi". Va da sè quale sia la bella notizia. Ma occorre riflettere su ciò che rende "brutta" questa riforma costituzionale.

La devolution è legge definitiva
Ma prima di essere promulgata dovrà essere sottoposta a referendum


LA DEVOLUTION E' LEGGE - L'Aula del Senato ha approvato il 16 novembre 2005 con 170 voti favorevoli la "Modificazione di articoli della Parte II della Costituzione"
ENTRATA IN VIGORE - La complessità della riforma si avverte anche nella sua entrata in vigore. La nuova legge stessa scagliona i vari termini per l'entrata in vigore delle varie e complesse riforme che, nell'insieme, non dovrebbero essere operative prima del 2011 (vale a dire all'inizio della legislatura successiva a quella della promulgazione della legge). La promulgazione, comunque, non potrà avvenire prima della prossima legislatura, perché dopo la pubblicazione della legge approvata in gazzetta ufficiale la Costituzione prevede novanta giorni di tempo perché i cittadini contrari indìcano, con procedure previste, un referendum confermativo (dato che né Camera né Senato in seconda lettura l'hanno approvata con la maggioranza dei due terzi). Se il referendum, che prevedibilmente si terrà, approvasse la legge, allora scatterebbero i meccanismi citati all'inizio per la sua applicazione.
FINE DEL BICAMERALISMO PERFETTO – Con l’istituzione del Senato federale della Repubblica, quale Camera rappresentativa degli interessi del territorio e delle comunità locali, arriva la fine del bicameralismo perfetto. La Camera sarà l'organo politico, costituito da 518 deputati, di cui 18 eletti all’estero. I deputati a vita, nominati dal Presidente della Repubblica, prendono il posto dei senatori a vita e possono essere 3; di diritto sono deputati gli ex Presidenti della Repubblica. L'età minima per essere eletti scende a 21 anni (adesso è 25). I senatori saranno 252, eletti in ciascuna Regione contestualmente ai consigli regionali. Ogni regione dovrà eleggere almeno sei senatori (ma a Molise e Val d'Aosta ne spettano rispettivamente due e uno). A loro si sommeranno i 42 delegati delle Regioni, che partecipano ai lavori del Senato federale senza diritto di voto: due rappresentanti per ogni regione più due per le Province autonome di Trento e Bolzano. Sarà eleggibile chi ha 25 anni (oggi la soglia è di 40 anni).
FINE DELLA DOPPIA APPROVAZIONE - Salvo alcune materie, riservate al procedimento collettivo delle due Camere, il modello prevalente è quello dei procedimenti monocamerali, rispettivamente di competenza della Camera e del Senato federale sulla base delle materie trattate. In base a tale sistema, non è più richiesta una doppia approvazione di Camera e Senato sullo stesso testo. La Camera esamina le leggi su materie riservate allo Stato, il Senato leggi che riguardano le materie concorrenti, cioè quelle riservate sia allo Stato che alle Regioni. Il ramo del Parlamento che non ha la competenza diretta può presentare proposte di modifica.
Sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni riguardanti i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, Camera e Senato legiferano insieme. In mancanza di accordo, interviene una commissione mista di 30 deputati e 30 senatori membri indicati dai presidenti delle due Camere.
PREMIERATO FORTE E ANTIRIBALTONI– La candidatura alla carica di Primo ministro avviene mediante collegamento con i candidati ovvero con una o più liste di candidati all'elezione della Camera dei deputati, secondo modalità stabilite dalla legge. Il Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati delle elezioni della Camera dei deputati, nomina il Primo ministro. Il Primo ministro determina la politica generale del Governo e ne è responsabile. Garantisce l'unità di indirizzo politico e amministrativo, dirigendo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. Il Primo ministro illustra il programma di legislatura e la composizione del Governo alle Camere entro dieci giorni dalla nomina.
La Camera dei deputati si esprime con un voto sul programma. Il Primo ministro può porre la questione di fiducia e chiedere che la Camera dei deputati si esprima, con priorità su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del Governo, nei casi previsti dal suo regolamento. La votazione ha luogo per appello nominale. In caso di voto contrario, il Primo ministro si dimette. Non è comunque ammessa la questione di fiducia sulle leggi costituzionali e di revisione costituzionale. In qualsiasi momento la Camera dei deputati può obbligare il Primo ministro alle dimissioni, con l'approvazione di una mozione di sfiducia.
MOZIONE DI SFIDUCIA - La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un quinto dei componenti della Camera dei deputati, non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione, deve essere votata per appello nominale e approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti. Nel caso di approvazione, il Primo ministro si dimette e il Presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera dei deputati ed indìce le elezioni.
Il Primo ministro si dimette altresì qualora la mozione di sfiducia sia stata respinta con il voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni. Qualora sia presentata e approvata una mozione di sfiducia, con la designazione di un nuovo Primo ministro, da parte dei deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni in numero non inferiore alla maggioranza dei componenti della Camera, il Primo ministro si dimette e il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro designato dalla mozione. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione e deve essere votata per appello nominale.
DEVOLUTION – Con la riforma viene attribuita alle regioni la potestà legislativa esclusiva su: assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione, polizia amministrativa e regionale. Facendo ricorso alla cosiddetta clausola di interesse nazionale il governo può impugnare una legge regionale ritenuta lesiva dell'interesse nazionale: invita la regione a cancellarla e, in caso di risposta negativa, sottopone la legge regionale al Parlamento in seduta comune che ha 15 giorni di tempo per annullarla. Lo Stato può sostituirsi agli enti locali nel caso di mancato rispetto di norme internazionali o di pericolo grave.

Quindi, per riassumere il tutto:



Bene, traiamo le conclusioni.
La nostra nasce come Repubblica Parlamentare. I nostri padri (e non dobbiamo andare tanto indietro per trovarli, data la giovane vita del nostro stato) hanno combattuto per ottenere quella Costituzione NOBILE, PROFONDA, UMANA ormai del tutto trascurata, soprattutto nel corso degli ultimi cinque anni di governo. I suoi Principi Fondamentali passano sotto l'occhio dell'indifferenza comune, purtroppo, ma basterebbe una loro semplice lettura per capire quanto siano carichi di valori repubblicani, di libertà e uguaglianza.
E adesso? Adesso, sotto la spinta di un partito della maggioranza che si definisce Lega Nord, che quindi, dichiaratamente, si prefigge di curare gli interessi di una sola parte del nostro Paese, a discapito della cittadinanza, che mai lo aveva richiesto, viene approvata una legge che deforma la nostra Repubblica, la frantuma rendendola federale, divisa. Ma come, si è fatto tanto per unire un Paese e adesso si divide la sua unità governativa? Credo che la riflessione sia davvero banale, evidente.

Questa riforma costituzionale svuota il Parlamento senza rafforzare davvero la capacità di governo; che rende il Presidente del consiglio fortissimo con la Camera dei deputati e debolissimo col Senato; che rende interminabile il procedimento legislativo proprio mentre si invoca una maggiore rapidità ed efficienza delle istituzioni; che sottrae potere al Presidente della Repubblica e umilia tutte le istituzioni di garanzia; che crea un Senato privo di ogni reale rappresentatività delle regioni e delle autonomie locali, mentre si ampliano le competenze regionali fino al punto di mettere a serio rischio, aprendo la via a inaccettabili disparità fra i cittadini, la stessa unità sostanziale della Repubblica.


Attendiamo quindi con impazienza questo referendum. Il volere dei cittadini può ancora difendere la nostra Repubblica.
Il nostro contributo sarà fondamentale.


Per leggere il Testo Integrale della Riforma
clicca qui.
 
16 Novembre 2005

Gli amici di Willy Pete.








Vorrei non mostrarle. Ma è un atto dovuto informarmi e informarvi di tutto questo.

Il fosforo bianco: l'amico "Willy Pete".....

Il fosforo bianco è un agente chimico che viene utilizzato negli ordigni definiti incendiari, come il napalm. È stato usato anche in Vietnam dagli Stati Uniti e da Saddam Hussein, negli anni '80, durante la guerra contro i Curdi. Il suo uso è ammesso solo nei traccianti, fumogeni o negli inneschi delle bombe per la sua facilita' di combustione. Se però vi si ricorre in virtù della sua tossicità per colpire direttamente gli uomini o animali, allora va considerata come un'arma chimica.



È un elemento che brucia quando viene in contatto con l' ossigeno e consuma le molecole che lo contengono. Per questo è in grado di sciogliere le parti del corpo con cui viene in contatto, le più esposte sono le mucose.

Il fosoforo bianco è stato vietato fin dal 1906 nella composizione dei fiammiferi e sostituito dal fosforo rosso, perché elemento altamente tossico e velenoso, anche se solamente inalato o ingerito. Viene usato anche nei veleni per topi per provocare emorragie interne.

Come tutti gli ordigni incendiari è limitato l'uso solo per gli obiettivi militari. Ne è vietato invece l'uso dalla convenzione di Ginevra in zone dove sono a rischio i civili. Nel linguaggio militare viene chiamato con il soprannome "Willy Pete", le inziali di "White Phosphorus".


Bene, eccovi presentato il lieto Willy Pete. Adesso passiamo all'articolo seguente, tratto da Repubblica.it del 7 Novembre 2005.


Inchiesta shock di "Rai News 24": l'agente chimico usato
come arma. Un veterano: "I corpi si scioglievano"
"Fosforo bianco contro i civili"
Così gli Usa hanno preso Falluja
Un documento svela anche un test su un nuovo tipo di Napalm


ROMA - In gergo i soldati Usa lo chiamano Willy Pete. Il nome tecnico è fosforo bianco. In teoria dovrebbe essere usato per illuminare le postazioni nemiche al buio. In pratica è stato usato come arma chimica nella città ribelle irachena di Falluja. E non solo contro combattenti e guerriglieri, ma contro civili inermi. Gli americani si sarebbero resi responsabili di una strage con armi non convenzionali, la stessa accusa di cui deve rispondere l'ex dittatore iracheno Saddam Hussein. Questo racconta un'inchiesta di Rai News 24, il canale all news della Rai svelando uno dei misteri del fronte di guerra tenuto più nascosto dell'intera campagna americana in Iraq.

"Ho sentito io l'ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie fino alle ossa", dice un veterano della guerra in Iraq a Sigfrido Ranucci, inviato di Rai News 24.

"Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini - aggiunge l'ex militare statunitense - il fosforo esplode e forma una nuvola. Chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato".

L'inchiesta di Rai News 24, Fallujah. La strage nascosta, in onda domani su Rai3, presenta, oltre alle testimonianze di militari statunitensi che hanno combattuto in Iraq, quelle di abitanti di Fallujah. "Una pioggia di fuoco è scesa sulla città, la gente colpita da queste sostanze di diverso colore ha cominciato a bruciare, abbiamo trovato gente morta con strane ferite, i corpi bruciati e i vestiti intatti", racconta Mohamad Tareq al Deraji, biologo di Falluja.

"Avevo raccolto testimonianze sull'uso del fosforo e del Napalm da alcuni profughi di Falluja che avrei dovuto incontrare prima di essere rapita - dice nel servizio la giornalista del Manifesto rapita in Iraq (proprio a Falluja) nel febbraio scorso, Giuliana Sgrena, a Rai News 24 - Avrei voluto raccontare tutto questo, ma i miei rapitori non me l'hanno permesso".


Per finire, la risposta del governo americano. Tratto da Repubblica.it del 15 Novembre 2005.


La precisazione di un portavoce del Pentagono alla tv inglese Bbc
"Non è un'arma chimica e neppure illegale, serve per stanare il nemico"
Fosforo, mezza ammissione Usa
"Usato a Falluja, ma è convenzionale"

La presa di posizione dopo la denuncia in un servizio di Rainews24


LONDRA - Le forze armate Usa hanno effettivamente usato fosforo bianco nella battaglia del novembre 2004 contro i ribelli iracheni di Falluja, ma non si tratta di un'arma chimica, bensì convenzionale, utilizzata non per uccidere direttamente il nemico ma per stanarlo dalle sue postazioni difensive. La parziale ammissione a quanto riferito in un'inchiesta giornalistica di Rainews24 è arrivata oggi da un portavoce del Pentagono interpellato dalla tv britannica Bbc.

"L'abbiamo utilizzato come arma incendiaria contro combattenti nemici", ha dichiarato, rispondendo a una domanda, il tenente colonnello Barry Venable. "Il fosforo bianco è un'arma convenzionale, non è un'arma chimica. Non è illegale", ha poi aggiunto l'ufficiale. "Noi l'utilizziamo in primo luogo come agente oscurante, per cortine fumogene o per illuminare obiettivi", ha detto. "E' comunque un'arma incendiaria, che può essere utilizzata contro combattenti nemici", ha chiarito ancora il portavoce.

Venable ha quindi spiegato alla Bbc la tecnica di impiego del fosforo bianco usata a Falluja. "Quando hai forze nemiche al riparo, la tua artiglieria con cariche potenti non ha effetto e vuoi stanarle dalle loro posizioni, una delle tecniche è sparare fosforo bianco. Gli effetti combinati del fuoco e del fumo, e in alcuni casi il terrore causato dall'esplosione, le faranno uscire dai ripari, in modo che tu possa ucciderle con esplosivi potenti", ha dichiarato.

Sulla denuncia di Rainews24 è intervenuto oggi anche l'ambasciatore statunitense a Londra Robert Tuttle. "Le forze americane non utilizzano napalm nè fosforo bianco come arma", ha sostenuto il diplomatico americano in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano britannico The Independent.


Qui di seguito il parere di Peter Kaiser, portavoce dell' agenzia dell' Onu sul divieto di uso, produzione e stoccaggio di armi chimiche.

"Il fosforo bianco non è proibito dalla convenzione sulle armi chimiche nel contesto delle operazioni belliche, purché non si faccia ricorso a tale sostanza per le sue proprietà tossiche. Un esempio: il fosforo bianco normalmente è utilizzato per produrre fumogeni che mascherino i movimenti e questo è considerato un uso legittimo nel rispetto della convenzione. Ma se le proprietà tossiche o caustiche del fosforo bianco vengono utilizzate come un'arma, allora è proibito. La convenzione è infatti è strutturata in modo che ogni elemento chimico che venga usato contro l'uomo o gli animali che provoca danni o la morte a causa delle proprietà tossiche è considerata un'arma chimica. Quindi non importa di quale sostanza si parli, ma se lo scopo è quello di causare danni con le proprietà tossiche, allora è un comportamento proibito."


Per quanto ancora dobbiamo stare a guardare? Cosa deve accadere per farci incazzare in modo da mostrare nettamente la nostra opposizione a questo scempio? Ma davvero non vi sentite offesi e umiliati?
Attendo fiducioso una vostra opinione.


Per saperne di più
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15 Novembre 2005

Satira da scambisti.

di Beppe Grillo.



Un comico che ti aiuta a guidare nel vuoto una massa che morendo dal ridere muore ridendo

Internazionale 615, 3 novembre 2005

È in corso un'accesa discussione sul ruolo della satira nella società e sul ruolo della politica nella satira: l'informazione-satira, la satira che fa informazione, la politica che fa satira e l'informazione che fa la politica, i maghi che curano le malattie. I conduttori televisivi che vanno alla regione mentre quello che stava alla regione diventa ministro della salute (che prima era della sanità) e il ministro della salute che torna medico, indagato dalla magistratura, che pure lei è indagata dagli avvocati delle holding.

Ero preso dall'impulso di dire la mia, come addetto ai lavori, blasonato dai duecentomila italiani che mi hanno ascoltato a Napoli. In effetti non c'è più nulla che sembri stare al suo posto, mi tormenta questa confusione da scambisti! Poi accendo su Rockpolitik e finalmente vedo qualcosa al suo posto! Ho riso molto, e con me tanti italiani.

A proposito di cose che fanno ridere: "Io l'avevo detto a Bush che non bisognava andare in Iraq" precede di pochi nanometri mentali qualcosa come: "Io l'avevo detto agli italiani di non votarmi", e questo mi fa ridere. E Bush che riceve questo capocomico italiano che ha reinventato l'8 settembre e l'ha piazzato nel terzo millennio…

Stiamo reinventando le cose, è fantastico, è molto rockpolitik. Farsi l'opposizione da soli. È questo il motto che circola nelle stanze del potere? Come per un'azienda creare la sua stessa concorrenza e mantenerla appena appena sotto tono, finanziare la differenza e anche la diversità – poi Lapo c'è caduto dentro ma questo è un altro discorso.

Ma ora basta con il nano, è passata, mi è passata e ci è passata. Oggi penso a Santoro che sta arrivando… ma da dove? Lo hanno reinsediato dopo il diktat bulgaro per via di una sentenza della magistratura. Lui si dimette da parlamentare europeo – ce l'aveva mandato la gente, quella di cui non frega nulla a nessuno – e rientra dalla porta di Rockpolitik. Ma che dice quella sentenza? Di passare da Celentano dopo avere mollato gli impegni col cittadino/cliente/telespettatore?

Penso a Prodi che è già stato al governo: pure lui ha questo potere miracoloso di farsi l'opposizione da solo? Tu fai un po' di opposizione a me che io faccio un po' di opposizione a te. E poi? Chi salterà fuori, mentre stiamo morendo dal ridere guardando chi muore ridendo dopo aver permesso una farsa che si chiama Rockpolitik? Dal fumo, dalla penombra, vedo un bel tomo pronto a sorprenderci: Casini, il maggiordomo.

Tornando alla satira, Prodi è il più avanti di tutti: si prende per il culo da solo, ha inventato un'espressione mimica speciale per sottolineare i suoi concetti più profondi e che sembra dire: "Ma che cazzo sto dicendo?". Un suo simile, Del Noce, fa i complimenti a questa nuova satira e tutti si affaccendano a dire che in Italia non c'è la censura, Tv7 parla di Rockpolitik, ne parlano la destra e la sinistra unite! Insomma in Italia non c'è la censura e lo avevamo detto che andare in Iraq sarebbe stato un errore. La satira a volte non è possibile, perché non è possibile ridere su qualcosa di tragico che si è già sputtanato da solo.

Ed è qui il salto di qualità, la svolta storica: oggi si possono fare certe figure di merda in assolo, senza la necessità che nessuno lo faccia notare. Per questo la satira era in crisi? Una crisi risolta da Rockpolitik che gli ha ridato almeno una faccia, dato che non ce l'avevano più! Infatti è in corso una mutazione politica tipica delle aziende, una fusione, come il "dalemoni", una chimera da cui sta per nascere il futuro, un governo zombi, una provincializzazione dei punti di vista a tutti i costi.

Non si può parlare di censura nei termini classici e poi dire che non c'è solo perché hanno permesso una farsa della satira: è il tentativo di isolarci psicologicamente dal resto del mondo, di farci credere che il problema è uno quando non è più quello, di trattarci come dei clienti invece che come cittadini: vai a protestare dal commerciante per una cosa che ti ha venduto perché non funziona e lui te ne vende un'altra. Così mi rifiuto di parlare di censura.

Siamo al settantesimo posto come libertà d'informazione per via di Biagi, Santoro e Luttazzi? E come facciamo a saperlo allora? Come si fa a classificare il grado di faziosità? Come si fa a classificare il ridicolo? Come si fa a classificare il provincialismo coatto? Perché è il mondo intero il futuro, l'esperienza del blog mi ha aperto gli occhi, a volte mi sento come il capo di Solidarnosc, ma senza il papa amico. Mi conoscono più fuori che dentro! Parla di me Time e la Rai non dice quasi nulla? Va bene così, se non ricevo complimenti da Del Noce mi sento meglio, un "bravo" di Del Noce non so se lo reggerei.

Da domani invece di politically correct si dirà: "Lo sai, l'ing. Capillo ha fatto un discorso molto rockpolitik". Perché senza un po' di sostegno da parte di chi ti piglia per il culo non si può più campare. Abbiamo appena visto che in assenza di una satira come Dio comanda se la fanno addirittura da soli. Mi immagino il nuovo curatore dell'immagine di questi zombi: un comico che ti consiglia come fare a farti seguire ridendo, che ti aiuta a guidare nel vuoto nulla una massa che morendo dal ridere muore ridendo.

Iraq: ex detenuti denunciano torture da soldati USA.

Si, lo so, la notizia non dice nulla di nuovo. Ma attendo sempre i vostri pareri. le vostre riflessioni sull'ennesima prova della stupidità di questa guerra.

WASHINGTON, 15 NOV - Due ex detenuti iracheni hanno detto alla televisione americana Abc di essere stati picchiati, privati del sonno e del cibo, e torturati con scosse elettriche da soldati americani. Intervistati dall'emittente, per un programma trasmesso in serata, gli ex prigionieri, Thahee Sabbar e Sherzad Khalid, hanno raccontato inoltre di essere stati colpiti con proiettili di plastica e sottoposti a finte esecuzioni. Arrestati nel luglio 2003 in Iraq e ripetutamente seviziati - sempre secondo il loro racconto - sono stati rilasciati alcuni mesi più tardi, senza incriminazione. Secondo la Abc, i due sono stati detenuti nel famigerato carcere di Abu Ghraib, nei pressi di Baghdad, e in un ex palazzo del deposto presidente Saddam Hussein. I soldati americani "non mi hanno dato spiegazioni sul mio arresto. Gliele ho chieste ma non mi hanno risposto. Le uniche risposte erano le botte", ha detto Khalid. I soldati americani - aggiunge la Tv - cercavano informazioni su Saddam, poi catturato il 13 dicembre 2003, e punivano i prigionieri quando le loro risposte non li soddisfacevano. Khalid ha raccontato inoltre di essere stato portato vicino a una gabbia dove si trovava un leone e minacciato di esservi rinchiuso se non avesse "confessato"; mentre Thahee Sabbar ha riferito che venivano inscenate finte esecuzioni.

Notizia ANSA.
 
14 Novembre 2005

Bologna, come a Parigi bruciati cassonetti e auto.

I fatti di Parigi sono l'ennesima prova del disagio della gente nei confronti di chi gestisce in malomodo il suo potere. Il clima parigino inizia a diffondersi in Europa in modo preoccupante.
L'articolo, tratto da "L'Unità On Line", ci invita a porci interrogativi su quello che potrebbe diventare un banale pretesto per creare disordine.
Davvero siamo arrivati al punto di tollerare una rivolta in questi termini, oppure c'è il rischio che questi episodi sfocino nel fanatismo?
A voi la parola.


«Bologna come Parigi» e «La rivoltà è necessaria solidarietà ai 'casseurs' parigini». Sono due scritte, dietro il rogo di un cassonetto. Prima e dopo, altri incendi apparentemente isolati sono scoppiati nella notte del 12 nel capoluogo emiliano. Il richiamo è alle violenze urbane che stanno sconvolgendo le periferie della capitale francese. Non si esclude il gesto di emulazione.

La polizia è intervenuta in cinque principi di incendio (tre cassonetti, il primo in via Cà Bianca, periferia nord della città; il secondo in via della Battaglia, altra zona periferica, il terzo è quello più preoccupante, in via Lombardi, alla Bolognina, vicino all'Ippodromo, quartiere a forte immigrazione). Sul muro dietro al contenitore dei rifiuti le due scritte che hanno creato apprensione. Gli incendi sono continuati in via San Donato dove sono state date alle fiamme due auto e in via Petroni, zona universitaria, dove una recinzione di cantiere ha preso fuoco, quella di via Petroni è una delle prime zone al centro delle misure antidegrado del sindaco Cofferati).

C'è una nuova immigrazione che qualche problema e un certo degrado lo ha prodotto, ma il fenomeno è molto più contenuto rispetto alla capitale francese. Non sembra esserci il segnale di un inizio di rivolta, anche se le premesse sono preoccupanti: il capoluogo emiliano al centro del dibattito e delle polemiche anche aspre sulla politica di legalità del sindaco Sergio Cofferati. I vandalismi in Francia e l'innesco di fenomeni di imitazione in paesi come Belgio, Olanda e Grecia. Di più: c'è il discorso di Romano Prodi che ha parlato delle periferie italiane come delle peggiori d'Europa.

Bologna come Parigi? Due roghi distanti, ma apparentemente con la stessa firma, così come sono distanti gli altri piccoli incendi ai contenitori dei rifiuti, in varie parti della città e senza nulla che li colleghi o che faccia pensare a qualcosa di diverso da un'autocombustione o dal solito gesto dei piromani del sabato notte. La preoccupazione maggiore delle forze dell’ordine è che qualche gesto stupido compiuto proprio a Bologna possa produrre nuova emulazione.
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